Formula 1, Gran Premio di Monaco: un circuito senza pari

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Nonostante sia il circuito più “lento” nel calendario della Formula 1, è tutt’altro che facile. In una frase celebre, Nelson Piquet lo paragonò al “girare in bici nel salotto di casa”. La sfida di far passare le auto fra le barriere, unita all’atmosfera glamour che avvolge la gara, è ciò che rende il Gran Premio di Monaco l’appuntamento più speciale della stagione.

Tale prestigio ha contribuito a rendere Monaco una delle gare più sicure del calendario di Formula 1, ma nemmeno questo è riuscito a evitare la cancellazione dell’edizione 2020 per via della pandemia di coronavirus. È la prima volta dal 1954 che la gara non si è disputata.

Il primo Gran Premio di Monaco si svolse nel 1929, e il tracciato del circuito è rimasto praticamente identico a quello utilizzato all’epoca, a parte delle piccole modifiche apportate nel corso degli anni. Tra le caratteristiche originali, ricordiamo l’unico tunnel a far parte di un circuito di Formula 1, che risulta anche essere la parte più veloce del tracciato: la curvatura a destra al suo interno viene affrontata a oltre 260 km/h. La parte più lenta è il tornante, che originariamente prendeva il nome della stazione ferroviaria adiacente e ora quello dell’hotel Fairmont situato nella stessa ubicazione, che viene affrontato a poco meno di 50 km/h, particolarità che lo rende la curva più lenta dell’intero calendario di Formula 1.

Il tracciato di eccellenza per piloti?

La natura impegnativa del circuito di Monaco lo rende un tracciato in cui i piloti fanno davvero la differenza. Un pilota che lo dimostrò chiaramente fu Ayrton Senna, che detiene il record del maggior numero di vittorie al Gran Premio di Monaco: sei in tutto. Ed è proprio a Monaco che Senna affermò per la prima volta il suo talento durante la sua stagione da pilota esordiente nel 1984, quando guidava per l’umile squadra di Toleman. Passò al secondo posto in condizioni di pista bagnata e stava per raggiungere il leader della corsa Alain Prost quando la gara venne interrotta per motivi di sicurezza.

Ma nemmeno Senna era immune alle insidie di Monaco: il circuito fu anche teatro del suo momento forse più imbarazzante, quando uno schianto contro le barriere di protezione gli costò la posizione dominante nel 1988, consegnando la vittoria a Prost, suo compagno di squadra della McLaren. Rimase talmente sconcertato dal suo errore che si diresse direttamente al suo vicino appartamento invece di far ritorno ai box della squadra.

Graham Hill si guadagnò l’appellativo “Mr Monaco” grazie alle cinque vittorie conseguite negli anni ‘60: un totale che Michael Schumacher eguagliò nel 2001 ma non riuscì a superare, nonostante molti altri tentativi. Dei piloti di oggi, Lewis Hamilton vanta tre vittorie, a pari merito nella classifica di tutti i tempi con gli altri piloti britannici Stirling Moss e Jackie Stewart e con il suo ex compagno di squadra e rivale per il titolo Nico Rosberg. Quest’anno, il pilota della Mercedes ha la possibilità di uguagliare Prost con quattro vittorie.

Nel 2017, la Ferrari è arrivata rispettivamente prima e seconda, con Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen in ordine inverso rispetto alle posizioni di qualifica. Era la prima volta, dal 2001 che la Ferrari vinceva a Monaco ma al contempo  è stata anche l'ultima vittoria della scuderia di Maranello nel Principato. Ad oggi, la Ferrari ha ottenuto 10 vittorie al Gran Premio di Monaco restando la seconda squadra di maggior successo in gara dopo la McLaren.

Strade di casa

Monaco è solitamente una gara di “casa” per una percentuale notevole dello schieramento, per via del numero di piloti che hanno scelto di stabilirsi nel principato nel corso degli anni. Per il pilota di seconda generazione Nico Rosberg, gareggiare a Monaco significava guidare nelle stesse strade che una volta percorreva per andare a scuola, sebbene sia nato in Germania.

Nonostante abbia svolto un ruolo importante nella storia del campionato, per molti anni Monaco non ha mai prodotto un pilota di Formula 1 vincente, fatto che forse non deve sorprendere, considerato che la popolazione ammonta a meno di 40.000 persone. Ma ora i monegaschi vantano un vero eroe locale: il pilota della Ferrari Charles Leclerc.

Il “vantaggio di giocare in casa” di Leclerc è in realtà limitato, dato che molti dei suoi avversari hanno gareggiato sul circuito molto più a lungo di lui. Il suo debutto in Formula 2 è del 2017, quando conquistò la pole position ma non riuscì a ricalcare le orme dei connazionali Stefano Coletti e Stephane Richelmi, entrambi vincitori della GP2 nelle loro strade di casa.

Se Leclerc riuscisse ad aggiudicarsi il risultato da sogno conquistando la vittoria al Gran Premio di Monaco, non sarà il primo pilota monegasco a farlo: tale onore è toccato a Louis Chiron nel lontano 1931. Vincitore di numerosi altri gran premi dell’epoca, Chiron si classificò terzo nella prima gara del campionato mondiale a Monaco nel 1950, e otto anni dopo diventò il pilota più anziano a iscriversi a una gara di Formula 1 all’età di 58 anni, sempre a Monaco.

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