Felipe Massa,
un cuore brasiliano
da 14 stagioni in Formula Uno

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Quali le sensazioni in questo nuovo inizio di stagione?
‘Divento più vecchio, ho più esperienza. Ma questo capita anche a te! (Felipe ride). Si tratta di imparare sempre nuove cose, anche come continuare a lottare. Sono felice di essere qui: in fin dei conti è ciò che ho sempre desiderato nella vita. Questo è il mio quattordicesimo campionato mondiale: è un piacere. Ogni anno in F1® ci sono cose nuove, c’è tanto da imparare. Quest’anno avremo tre mescole di pneumatico a disposizione anziché due. Sono sfide che ti mantengono giovane’.

Tre mescole invece che due a ogni gara. Che cosa cambierà maggiormente?
‘Secondo me potrebbe cambiare abbastanza a livello di strategie. In qualifica si finirà sempre per puntare sulla mescola più tenera a disposizione, è normale. Ma in gara le scelte da fare saranno più delicate, ci saranno da tenere in conto molte più variabili: sarà molto interessante. Forse non sarà un cambiamento molto grande, ma qualcosa di diverso vedremo’.

La tua Williams in cosa dovrà cambiare se vorrà tornare a essere competitiva com’era, ad esempio, a fine campionato 2014?
‘Ci serve maggiore carico aerodinamico. Dobbiamo arrivare a essere più efficienti nelle curve lente. Con più grip in curva si sfruttano meglio i pneumatici, li si fa durare di più. Questo è un punto basilare per essere davvero competitivi. Conoscevamo i nostri punti deboli, ed è per questo motivo che abbiamo fermato presto lo sviluppo della monoposto 2015: abbiamo iniziato presto a concentrarci su quella per quest’anno. Siamo positivi. Certo bisogna verificare quanto hanno migliorato gli altri’.

I primi test in Spagna che indicazioni hanno fornito?
‘La prima settimana abbiamo accusato qualche problema. I tipici problemi stupidi delle F1® nuove. La seconda settimana è quella della verifica vera. Soltanto alla fine degli ultimi test sapremo davvero dove saremo con la nostra monoposto. Anche se poi si capisce qualcosa di davvero chiaro soltato alla prima gara, quando ognuno tira fuori tutto il suo potenziale’.

Una delle accuse che si muove alla F1® di oggi è che le monoposto sono troppo facili da guidare. Un giovane arriva e subito riesce ad andare forte. Nei tuoi primi anni non era così...
‘Ma no! Questo non è vero. Una volta, certo, era più difficile a livello fisico. Guidavamo macchine più leggere, avevamo il rifornimento in gara: eravamo quasi sempre al limite, come in qualifica. Lo stress fisico era elevatissimo. Si faceva più fatica. Oggi le gare sono più tecniche che fisiche. Bisogna tenere da conto le gomme, è un diverso modo di guidare, meno aggressivo. Ma dire che oggi è facile... Prova tu a guidare!’.

Quindi non è vero che un giovane formato da tante ore al simulatore può subito andare fortissimo?
‘Secondo me non è vero. Se uno ha davvero talento, può essere presto veloce in qualifica. Ma in gara è un’altra cosa. Negli ultimi anni ho visto parecchi giovani sorprendenti in qualifica e poi, in gara, dopo dieci giri erano fuori gioco perché non avevano più gomme. Ed erano veloci: ma usavano troppo la monoposto, le gomme, consumavano troppo carburante. La gara è molto più tecnica: non è soltanto questione di attaccare a testa bassa. E non è così facile, proprio no’.

I piloti giovani più interessanti di oggi?
‘Mmhhh... Max Verstappen, esordiente nel 2015, ha fatto un gran bel campionato. Ma anche il suo compagno Sainz è andato benissimo. Fra chi è giovane ma ha un po’ più di esperienza direi Ricciardo, bravissimo pilota. E poi il mio compagno, Bottas: veloce, forte, competitivo’.

Giovani talenti in arrivo dal Brasile?
‘Non sono molto sicuro di chi potrebbe essere il campione brasiliano del futuro. C’è il figlio più giovane di Nelson Piquet, Pedro: ha vinto tutto in Formula 3 a casa nostra, ha conquistato due titoli. È molto bravo: ora vedremo come andrà in Europa. Questo per lui sarà un test importante: capiremo se sarà maturo per la Formula 1®’.

Com’è il resto della scena automobilistica in Brasile?
‘La Stock è il campionato più importante in Brasile. Ci sono tanti piloti validi, il livello è elevato anche a confronto con altri campionati internazionali. Voi lo conoscete: le gomme sono Pirelli. Credo che che per un po’ resterà l’unico campionato interessante: il Brasile sta conoscendo un momento economico non facile, non è l’ideale per fare crescere uno sport come l’automobilismo. Io lo so bene: ho fatto partire la Formula Future, ma non c’erano piloti a sufficienza. Peccato, perché le macchine erano interessanti, il campionato era uno dei meno costosi al mondo’.

2016: Olimpiadi a Rio de Janeiro...
‘Ah, mi piacerebbe molto andarci. Non ho mai visto dal vero un’Olimpiade. Amo lo sport. Mi piace la mentalità che c’è dietro una manifestazione così allargata, così internazionale. Sotto gli occhi del mondo. Sarebbe bello che il Brasile riuscisse a organizzare un bell’evento. Il posto è il più bello del mondo: spero che l’organizzazione sia allo stesso livello. Non è facile per nessuna nazione. Spero davvero che mostreremo al mondo qualcosa di bello’.

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