FASSI Malaysian Round –
Mondi diversi sotto il cielo
della Malesia

Nell’immaginazione di Emilio Salgari la Malesia era ritratta come un luogo lontano e misterioso, ricco di fascino perciò tutto da scoprire: ancora oggi, a distanza di tempo, migliaia di persone visitano ogni anno questo angolo di Asia attratti dai suoi aspetti contrastanti, fusi in una sublime soluzione di contemporaneità e tradizione. E nel contesto del Sepang International Circuit andrà in scena il sesto round del Campionato Mondiale MOTUL FIM Superbike, in programma dal 13 al 15 maggio 2016.

Il Sepang International Circuit apre le sue porte alle derivate di serie per la terza edizione consecutiva. Definito dai locali Home of Motorsports, il circuito di Sepang nasce alla fine del secolo scorso con l’obiettivo di diventare un punto 
di riferimento per le attività di tutti gli appassionati di motori del Sud-Est asiatico e rilanciarne così l’industria.
 
Per immergersi nello spirito made in Malaysia non c’è niente di meglio di un giro in sella alla propria supersportiva alla scoperta di due luoghi vicini e agli antipodi: l’isola di Pulau Carey e la capitale Kuala Lumpur.

La Malesia è una nazione dove il motociclismo ha grande seguito e dove la moto viene utilizzata nella vita di tutti i giorni per gli spostamenti: basta dare un’occhiata al traffico di Kuala Lumpur per avere idea di quanto le due ruote possano essere importanti per la quotidianità. 

Prima di esplorare i contrasti e le bellezze della capitale ci si può divertire alla guida fino a Pulau Carey per scoprire le radici di quest’area. Su quest’isola vive uno dei diciotto gruppi autoctoni, i Mah Meri, che mantiene ad oggi la propria identità culturale nonostante l’integrazione e il riconoscimento da parte della società malese: Pulau Carey è uno dei luoghi più frequentati della Malesia proprio per la forte curiosità che suscita la presenza di questa tribù.

Attratti dalle bellezze dell’isola, qui ci si può fermare un attimo, scendere dalla sella della propria moto e godere a fondo del paesaggio, magari sorseggiando una delle bevande tipiche malesi a base di latte di cocco, sciroppo di rose, zucchero e ghiaccio. Qui è possibile ammirare le splendide sculture realizzate dai nativi con un legno raro di colore rosso intenso, chiamato Nyireh Batu.

Giusto il tempo di rigenerarsi per poi riprendere il proprio percorso on the road con destinazione Kuala Lumpur, non prima di aver varcato il fiume Langat, importante fonte per tutte le attività di pesca della zona.

Fondata nel 1857 presso la confluenza dei fiumi Gombak e Kelang, Kuala Lumpur è una città ad alta vocazione moderna che custodisce gelosamente tra gli alti grattacieli i simboli del suo passato coloniale e delle sue tradizioni religiose, come templi e moschee. Riempirsi gli occhi di luci e colori in un attimo è semplice: basta guidare la propria moto e addentrarsi tra le strade di questa meravigliosa città per goderne a pieno l’incredibile patrimonio culturale ed architettonico.

Il cuore della città è Merdeka Square, spiazzo di largo respiro in una città ormai quasi esclusivamente proiettata verso l’alto, che ospita il famoso pennone con la bandiera malese issata a 75 metri d’altezza. Ad ovest di Merdeka Square sorgono i Lake Gardens, giardini estesi su un’area di 92 ettari un tempo sede degli uffici dei funzionari britannici e oggi una delle zone più frequentate dell’intera capitale. A breve distanza si può ammirare il Palazzo del Sultano Abdul Samad (1897), realizzato in stile moresco con finestre ad arco e un campanile di 41 metri, illuminato al tramonto da un gioco molto suggestivo di luci colorate che si inseguono.

Kuala Lumpur è un centro noto in tutto il Sud-Est asiatico per la sua forte vocazione multiculturale, esemplare per una città che ha poco più di un secolo e mezzo di storia. Tale impronta ha creato nei decenni un meltin pot di religioni ben visibili nel distretto di Brickfields che ospita pagode buddiste e moschee dagli splendidi decori, come Masjid Jamek, nota in tutto il mondo per l’esplosione di luminosità data dai minareti rosa e beige, o Masjid Nagara, una delle più grandi di tutta l’area geografica, immersa in oltre cinque ettari di verde.

La gita fuori dalle cinta del Sepang International Circuit alla scoperta di questo angolo di Malesia sulle due ruote non può ignorare quelle che sono uno tra i simboli della nazione conosciuti in tutto il mondo, le Petronas Towers.

Tra gli edifici più alti al mondo, con i loro 451,9 metri di altezza, le Petronas Towers sono da sempre affiancate al complesso del Sepang International Circuit, perché entrambe le strutture sono frutto dell’intuito del primo ministro malesiano di rilanciare nel corso degli anni Novanta il proprio paese a livello internazionale. Le Petronas Towers sono state progettate dall’architetto brasiliano Cesar Pelli, mentre il SIC è opera dell’architetto tedesco Hermann Tilke. 

Guidare attorno alle Towers offre un punto di vista non convenzionale che permette di ammirare la struttura portante, ideata a partire dal motivo della stella a otto punte. I più temerari possono sempre parcheggiare la propria moto e salire sul celebre Skybridge, il ponte di collegamento delle due torri dal quale godere di una vista mozzafiato sulla città.

Il Triangolo d’Oro dei simboli della città si completa con la Menara Kuala Lumpur, meta frequentata dagli amanti delle foto ricordo che sfruttano l’incredibile visuale offerta dalla sua terrazza panoramica, una delle più alte al mondo.

Per vivere a 360° la propria avventura su due ruote nella capitale malese si può optare per una sosta in uno dei quartieri più frequentati di tutta la nazione, Chinatown. Dopo il tramonto questo distretto nel cuore di Kuala Lumpur diventa un vero e proprio eat district dove perdersi nell’imbarazzo nella scelta dello street food asiatico: attorno a Petaling Street si crea all’imbrunire un’atmosfera gioiosa e vibrante nella quale immergersi... tra una degustazione tipica e l’altra.

Diverse – ma pur sempre – emozioni coinvolgono tutti i visitatori del Sepang International Circuit non appena varcato l’ingresso: nonostante la sua storia recente il complesso è un tracciato ultramoderno, progettato da Tilke con l’intento di regalare agli spettatori gare esaltanti e piene di suspance. 

Realizzato in soli 14 mesi e inaugurato nel 1999, è famoso per le particolari soluzioni adottate per ridurre al minimo i disagi dovuti alle elevate temperature e all’umidità, due tratti caratteristici che mettono a dura prova piloti e moto. All’interno del complesso sono ospitati anche un centro commerciale, un hotel, un campo da golf ed un centro ricreativo, oltre ad Museo Nazionale dell’Automobile.  

Il Campionato Mondiale Superbike ha debuttato sul tracciato di Sepang per la prima volta nel giugno del 2014: in quell’occasione Aprilia si è postata un uno-due in entrambe le manche, con la firma di Marco Melandri (Aprilia Racing Team) davanti al compagno di squadra Sylvain Guintoli. In gara-1 il terzo gradino del podio è andato a Eugene Laverty (Voltcom Crescent Suzuki), mentre in una gara-2 combattuta fino all’ultima curva dalla coppia di testa il terzo posto è stato conquistato Tom Sykes (Kawasaki Racing Team), vice-campione del mondo proprio dietro al francese Guintoli al termine della stagione.

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