Far colpo
in America

Far colpo in America 01

Vendere il sogno americano

Quando si tratta di motorsport, nessun Paese è simile agli Stati Uniti. Ma perché questa nazione potente, che vanta alcune delle gare più iconooche al mondo, non è ancora del tutto pronta per abbracciare la Formula 1?

La mancanza di piloti americani top è ovviamente uno dei motivi. Scott Speed e Alexander Rossi hanno avuto un po’ di visibilità, ma ben lungi dal livello di successo necessario per generare vera eccitazione negli States, come fece un tempo Mario Andretti. C’è anche questa percezione tra i fans che la Formula 1 abbia un’immagine élitaria, in cui i piloti vengono tenuti lontani dal pubblico, con biglietti molto costosi e una tecnologia troppo astratta rispetto a NASCAR, Indycar e IMSA: la spina dorsal del motorsport americano.

La buona notizia è che tutto questo sta per cambiare. Liberty Media, i promoter americani della Formula 1, hanno come priorità di sfondare nel loro Paese, con iniziative come l’F1 Festival a Los Angeles questa settimana, ideato per portare lo sport vicino alla gente. Il prossimo grande passo sarebbe avere un pilota star statunitense. Ma chi? 

Le stelle e le strisce

Uno di cui si è parlato è il due volte campione della Indycar Josef Newgarden. È al vertice, sia in pista sia fuori. L’ex-pilota della GP3 Series sembrava destinato a salire i gradini fino alla F1, finché il budget non è finito ed è tornato a casa per correre nella serie propedeutica della Indycar, la Indy Lights. Quel progresso l’ha portato fino alla conquista di due Titoli Ind negli ultimo tre anni, nel 2017 e 2019. Come campione in carica, le azioni del 28enne non sono mai state così alte.

Anche se il prossimo anno per lui non ci sarà un passaggio alla F1, chi sa cosa può succedere in futuro? Dal 2021 potrebbe cambiare tutto, dato che c’è un fatto incredibile: il pilota della Racing Point Sergio Perez è l’unico sulla griglia della F1 ad avere un contratto oltre la fine del 2020 (senza considerare le opzioni). Tutti gli altri sedili sono disponibili. Quindi probabilmente non c’è momento migliore per una star americana per entrare nello sport, con i regolamenti tecnici che cambieranno e (forse) assicureranno uno schieramento più livellato.

Ci sono anche diversi giovani piloti americani promettenti che bussano alla porta della Formula 2. Si è parlato molto di Patricio O’Ward che è sostenuto dalla Red Bull, mentre Juan Manuel Correa – che al momento è convalescente dal terribile incidente avuto a Spa a settembre – è un membro del Sauber Junior Team. Poi c’è Rossi, che ha già guidato una monoposto di F1 in diverse occasioni. 

Far colpo in America 02

Corsi e ricorsi

La lotta della Formula 1 per trovare una sede permanente per il GP degli USA è comprovata da quanto accaduto negli anni 80, con sei circuiti diversi in 10 anni. Oltre a Watkins Glen, si è corso a Las Vegas, Dallas, Detroit, Long Beach e Phoenix prima di un periodo a Indianapolis. Dal 2012, il Circuit of the Americas è diventato la casa del GP degli USA, ma un Paese grande e importante come questo ha bisogno di una seconda o persino di una terza gara perché la F1 decolli davvero – ed è quello su cui i promoter stanno lavorando adesso.

Per il 2021, il progetto è andare a Miami in una nuova location nel distretto dei Miami Gardens, vicino allo stadio dei Dolphins, per sfruttare le strutture circostanti. Non sarà glamour come il concept originario davanti al mare, ma dovrebbe essere più facile da gestire in termini di logistica e burocrazia – anche se ci sono ancora opposizioni locali.

Potrebbe non essere un caso che quest’anno l’F1 Fan Festival si svolge anche sulla west coast a Los Angeles (dopo essere stato organizzato a Miami in passato). Perché si parla anche di una gara in California in futuro, con colloqui che si sono svolti su Long Beach (già usato otto volte per la F1 e ancora per la Indycar).

Potrebbe avere ancora più senso esplorare una località completamente nuova nella west coast. Lo scorso anno, la Red Bull ha realizzato un video con Daniel Ricciardo in un demo run (con pit stop) sul celebre ponte del Golden Gate a San Francisco. Lo sfondo era stupefacente.

In passato va detto che la F1 non ha mai dato quello che i fans americani desiderano, ma negli ultimo anni i segnali sono stati positivi: un team americano (Haas F1), una data (per ora) fissa in calendario e proprietari (Liberty Media) che comprendono e sono attenti all’enorme potenziale del mercato americano. Che il tutto renda o meno dipende molto dai prossimi passi.

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