F1, sosta lunga e test:
la Mercedes resta favorita

F1, sosta lunga e test: la Mercedes resta favorita 01

Un record, la Formula 1 marchiata dal Coronavirus ce l’ha già: dovesse ripartire, sarebbe il campionato iniziato dopo la sosta invernale più lunga di sempre che comprende anche la trasferta in Australia di metà marzo, quando con tutto e tutti già schierati nel paddock e ai box di Melbourne non si accese nemmeno un motore prima della cancellazione della gara. Le gare si concentrerebbero in pochi mesi, con la Mercedes sempre favorita.

CORSE IN GINOCCHIO

Tutto l’automobilismo è in ginocchio sotto i colpi della pandemia nata in Cina e poi diffusasi a macchia d’olio negli altri continenti. In ginocchio così come tutti gli altri sport, Olimpiadi comprese che finora erano state annullate o rimandate soltanto a causa delle Guerre Mondiali.

Destino vuole che tutto ciò accada nell’anno in cui i Gran Premi avrebbero dovuto festeggiare il 70° compleanno del campionato mondiale. Tutto iniziò il 13 maggio 1950 sul circuito di Silverstone. Quest’anno, per quella data, si festeggerà soltanto a parole: il momento di accendere i motori sarà ancora lontano. Con tutti i team bloccati in shutdown nelle rispettive sedi, con progetti e uomini congelati in attesa di potere scendere nuovamente in pista.

DISTANZE IMPOSSIBILI

Anche per le altre specialità da corsa il Coronavirus sta decidendo, bloccando, rimandando spesso a data da destinarsi. Gran Premi e gare di durata, rally e corse Turismo, cronoscalate e raid: tutto fermo. Del resto, le corse sono sport di squadra per antonomasia. Attorno al pilota, prima durante e dopo la sua performance in pista, team di ingegneri, meccanici e tecnici elettronici si stringono per ore condividendo gli stessi computer, o lavorando coordinati e a tempo di record sulle stesse parti meccaniche. 

Questo per ore, che diventano giorni, che si allungano fino a trasformarsi in weekend: massima promiscuità, distanze forzatamente minime, tutto il contrario delle misure che il Coronavirus richiede. Tutto puntato al gioiello di questa o quella competizione, la vittoria che è il fine ultimo e che premia un solo pilota, una sola vettura, un solo team.

F1, sosta lunga e test: la Mercedes resta favorita 02

RIPARTENZA RECORD

Tornando ai Gran Premi, la sfida è per ora bloccata ma gli sforzi di tutti sono già mirati a garantirsi la migliore ripartenza non appena i regolamenti lo consentiranno. I test disputati in Spagna fra fine febbraio e inizio marzo, unica occasione in cui le monoposto 2020 sono scese in pista, hanno detto che i tempi sul giro saranno quest’anno più veloci rispetto al 2019. 

E questo nonostante il congelamento tecnico programmato per quest’anno: dal 2021 avrebbero dovuto gareggiare F1 del tutto rivoluzionate e con pneumatici da 18 pollici anziché gli storici 13; ma i fatti legati alla pandemia Corona, le diffuse problematiche di sponsor e i tempi tecnici ridotti hanno fatto ora slittare questo cambiamento alla stagione successiva, il 2022.

MERCEDES LEPRE

Ma ora che Mondiale vedremo, se a quando l’emergenza allenterà il suo morso e si potrà scendere nuovamente sui circuiti? Un campionato con la Mercedes a fare ancora da lepre, senza dubbio. Reduce da sei stagioni dominate conquistando senza soluzione di continuità entrambi i titoli, Piloti e Costruttori, il team anglo-tedesco era stato davanti a tutti anche nei test di Barcellona a fine inverno.

Più fatica aveva fatto in quella occasione la Ferrari, con una monoposto apparentemente meno innovativa ma che ora, con la lunghissima primavera di attesa, i tecnici di Maranello avranno avuto il tempo di ripensare dal profondo. Molto veloce in Spagna era stata la Red Bull, decisamente cambiata rispetto al 2019 e innovativa a livello di sviluppo aerodinamico. Una monoposto veloce e costante, reattiva alle modifiche tecniche e soprattutto già in sintonia con il nuovo propulsore Honda decisamente migliorato.

PNEUMATICI CONFERMATI

La gamma P Zero 2020 non è cambiata rispetto a un anno fa. Il quadro, lato pneumatici, non dovrebbe quindi cambiare più di tanto. Ci si attende un ulteriore aumento di prestazione rispetto al 2019, che già aveva segnato un’accelerazione rispetto all’anno precedente. Le gomme, è bene ricordarlo, sono uguali per tutti i team e non possono essere modificate nell’arco di stagione.

Si lavorerà quindi nell’ottica di non favorire il surriscaldamento superficiale che in certe condizioni (temperature ambiente molto elevate e stress importanti in curva) arrivano a volte a colpire chi non riuscirà a farle lavorare al meglio. 

Per le specifiche 2021, quando le monoopsto saranno inevitabilmente ancora più performanti, si dovranno poi trovare soluzione particolarmente complesse, dato la quasi impossibilità di disputare test nel corso di quello che, qualora partisse, sarà un campionato con gare sparse in quasi tutti i weekend fra luglio e dicembre e disseminate a tutte le possibili longitudini.

Continua a leggere