Formula 1 Portogallo 2020: Storia e Curiosità

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Di Portimao si sa che è un altro circuito vecchio stampo: molti saliscendi e 15 curve tutte diverse per una lunghezza di 4.652 metri che possono variare a seconda dell’utilizzo della tante varianti di percorso disponibili. È questa la pista che nel weekend del 23-25 ottobre ospiterà la gara numero 12 del Mondiale F1: gara che fa ben sperare dal punto di vista dello spettacolo, anche grazie alla notevole larghezza media della sede stradale, che dovrebbe favorire traiettorie diverse e quindi offrire buone possibilità di sorpasso. Ma soprattutto il campionato festeggia il ritorno in Portogallo: terra di grande amore per le corse e per la F1 che vi manca dal 1996, quando Jacques Villeneuve vinse il 16° GP  con questa titolazione, l’ultimo a oggi.

I primi Gp del Portogallo

In realtà in Portogallo ospitò il Mondiale già nel 1958, sui sette chilometri e mezzo del circuito di Oporto, nel nord del Paese, con vittoria di Stirling Moss su Vanwall. Sempre Moss vinse la gara l’anno successivo, correndo però sul circuito occasionale di Monsanto, realizzato all’interno della capitale Lisbona. Il 1960 vide il ritorno a Oporto, con successo per la Cooper Climax di Jack Brabham che a fine anno conquisterà il secondo titolo iridato personale consecutivo. Seguirono oltre vent’anni di distanza dai Gran Premi, complice la dittatura militare di Salazar che si solidificò negli anni Sessanta e la Rivoluzione dei Garofani che vi pose fine nel 1974, ma aprendo un nuovo periodo di instabilità sociale e politica.

Il ritorno

Bisognò attendere fino al 1984 per riavere la Formula 1 in Portogallo, e fu subito una gara di quelle destinate a scrivere la storia. Nell’annata dominata dalle McLaren motorizzate TAG-Porsche, Niki Lauda e Alain Prost si erano praticamente spartiti vittorie e punti per tutta la stagione, arrivando allo scontro finale per decidere chi sarebbe stato campione del mondo. Fu il circuito di Estoril, alle porte di Lisbona verso la costa atlantica, a ospitare il duello decisivo. Vinse la gara Prost, ma a Lauda bastava arrivare secondo per avere la certezza matematica del titolo e proprio questo fece, al termine di una corsa che lo obbligò a una grande rimonta. Quel distacco, mezzo punto, fu il più ridotto della storia dei Gran Premi.

La prima volta di Senna

Tutte le 12 edizioni successive del GP portoghese si sono corse a Estoril. Molte hanno regalato gare importanti. Nel 1985, ad esempio, sotto una pioggia battente prese forma la prima vittoria in F1 di Ayrton Senna, che guidava una Lotus spinta dal turbo Renault. Nell’86 vinse la Williams-Honda turbo di Nigel Mansell, quell’anno primattore di un mondiale che perse soltanto all’ultima gara, sul tracciato australiano di Adelaide, a causa di una foratura mentre era al comando. Quel campionato iridato andò a Prost, e fu il suo secondo dopo quello dell’anno precedente. Dopo di che, per ironia della sorte, fu di nuovo Prost a vincere con la McLaren i due GP portoghesi successivi, entrambi gli anni mancando il Mondiale che nell’88 gli preferì il compagno di team Senna.

Il team più vincente

Due sole volte in Portogallo ha vinto la Ferrari: nel 1989 con Gerhard Berger e nel ’90 con Nigel Mansell,  non senza una manovra spericolata in partenza contro il compagno di team Prost, che anche per quei punti persi fu battuto da Senna a fine campionato. Fra il 1991 e il ’96 è stata la Williams a vincere cinque volte, diventando quindi il team più vincente sulla costa dell’Atlantico.

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