F1, i cinque re
di Monza

Jackie Stewart, Gerhard Berger, Jean Alesi, Damon Hill, Johnny Herbert sono cinque piloti che con Monza hanno un rapporto speciale. Perché con l’Autodromo ognuno di loro ha avuto una storia a parte: qualcosa di personale che anche oggi, a tanti anni di distanza dai fatti, non smette di rivestire un significato unico e irripetibile. Sempre ovviamente nel segno della massima velocità.

JACKIE STEWART

Jackie Stewart è conosciuto come il tre volte campione del mondo ritiratosi dalle gare quasi mezzo secolo fa, dopo aver cinquistato l’ultimo titolo nel 1973. Ma quel 12 settembre 1965 Stewart aveva appena 26 anni: a quei tempi un’età precocissima per un campione del volante. Era il secondo pilota del team BRM, che aveva come punta di diamante il più maturo Graham Hill già campione del mondo tre anni prima e che si sarebbe ripetuto nel 1968. Sulla carta quella gara sembrava disegnata sulle caratteristiche di Jim Clark, partito dalla pole position e subito al comando con la Lotus 33 che quell’anno gli fece vincere quasi tutti i GP in calendario. Ma Stewart non si fece intimidire: davanti a tutti già al sesto giro, perdette e riprese la leadership altre 14 volte. L’ultima, quella decisiva, lo vide superare di prepotenza il compagno Graham Hill al terzultimo passaggio, per tagliare per primo il traguardo con 3”3 di vantaggio. 

GERHARD BERGER

Gerhard Berger è stato pilota Ferrari in due periodi: dal 1987 all’89 e dal 1993 al ’95. Logico quindi che il suo rapporto con Monza, da pilota in rosso, sia stato speciale perché era in un certo senso la sua gara di casa. Ma la vittoria sull’Autodromo nel 1988 ha un significato ulteriore: è stata la prima vittoria del Cavallino dopo la scomparsa di Enzo Ferrari, mancato il 14 agosto di quell’anno. E niente, francamente, faceva pensare che quella domenica si sarebbe conclusa con un trionfo rosso. 
L’anno era quello del dominio McLaren-Honda, con Senna e Prost che vinsero quell’anno tutti i Gran Premi eccetto uno. Eccetto Monza. E dire che sembrava una gara già in tasca a Senna. Ma un’incomprensione in una fase di doppiaggio lo portò alla collisione con la Williams di Jean-Louis Schlesser, spalancando quindi la strada alle due Ferrari di Berger e Alboreto, che seguivano in seconda posizione, ormai tagliati fuori da qualsiasi speranza di salire in cima al podio. 

DAMON HILL

E’ la storia di un grande amore per Monza. Hill manca il GP d’Italia 1992 nel suo primo anno in Formula 1, con la Brabham, che dopo avergli regalato sei mancate qualificazioni sui primi otto tentativi si ritira dal Mondiale ad agosto per dissesto finanziario. La vendetta arriva subito l’anno successivo, nel 1993. Hill approda infatti alla Williams che lo fa correre con il numero zero perché il numero uno viene lasciato vacante, in quanto il campione del mondo in carica Nigel Mansell (al quale spetterebbe di diritto) ha lasciato i Gran Premi per andare a vincere la Formula Indy in America. Suo compagno di team in Williams è Alain Prost, che a fine ’93 si laureerà campionato iridato per la terza volta. Ma a Monza Hill va fortissimo a vince. Ripetendosi nel ’94 in seguito alla disavventura di Alesi con la Ferrari.

JEAN ALESI

Per almeno due anni Jean Alesi è stato il simbolo di Monza. Nel 1994, sua la pole position al volante della Ferrari con la quale aveva concluso secondo in gara l’anno precedente facendo letteralmente impazzire il pubblico dell’Autodromo. Il 12 cilindri di Maranello è ai tempi il propulsore più potente in pista e i lunghi rettilinei di Monza lo esaltano. Al via, Alesi prende il comando con autorità fino ad accumulare un vantaggio di oltre 10 secondi nei primi 13 giri. Poi il patatrac: la Ferrari si ferma ai box per il primo pit-stop e al momento di ripartire un problema alla trasmissione costringe Alesi al ritiro. 
Nel 1995, al 33° dei 53 giri in programma le due Ferrari sono al comando con Alesi davanti a Berger. Ma anche stavolta il destino decide di intromettersi: la telecamera montata sull’alettone posteriore della Ferrari al comando si stacca a vola via terminando la sua carambola contro l’altra Ferrari che insegue, distruggendone una parte della sospensione anteriore. Sempre al comando, Alesi sta già sognando quando a dieci giri dalla fine prende fuoco il cuscinetto della ruota posteriore destra. Game over anche stavolta.

JOHNNY HERBERT

A passare per primo sotto la bandiera a scacchi di Monza nel 1995 è Johnny Herbert con la Benetton motorizzata Renault. La sua è una vittoria rocambolesca. Prima dello stop delle due Ferrari di Berger e di Alesi c’era stata infatti una incredibile sfilza di colpi di scena. Il primo con David Coulthard, su Williams, che sbaglia uscendo di strada nel giro di ricognizione, ma che riesce comunque a riprendere la pole position grazie a una seconda partenza decisa per le troppe monoposto uscite di pista proprio a caus della sabbia entrata in pista per il suo incidente. Al 13° giro Coulthard, però, si ritira definitivamente dopo una nuova uscita di pista alla curva della Roggia. Altri nove giri e Hill sulla seconda Williams tampona la Benetton di Michael Schumacher: ritiro per entrambi. Si conclude quindi con Herbert vincitore della sua terza gara in carriera (la seconda quell’anno) e con oltre 17 secondi sulla McLaren di Hakkinen.

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