F1 GP: Ungheria in primo piano

Cosa vedere in Ungheria

A 20 chilometri dal centro di Budapest, l'Hungaroring è stato spesso descritto come ‘Monaco senza le mura’. Il suo tracciato tortuoso e tecnico è uno dei più impegnativi per effettuare sorpassi, ma ciò non significa che non sia stato teatro di alcune fantastiche gare nel corso degli anni.

Essendo la gara finale prima della sosta estiva, il Gran Premio di Ungheria è solitamente baciato dal sole e dalle alte temperature. Ma la pioggia ha spesso aggiunto un tocco di vivacità al giorno della gara, come nel 2006 quando Jenson Button è passato dal 14° posto sulla griglia di partenza alla sua prima vittoria per Honda, oppure nel 2014 quando Daniel Ricciardo ha vinto un'altra emozionante gara in condizioni variabili.

C'è poi stato il 2021, con una partenza caotica su circuito bagnato che ha eliminato molti dei favoriti, prima del bizzarro spettacolo offerto da Lewis Hamilton che è stato il solo a ripartire dalla griglia di partenza, mentre tutti gli altri rientravano ai box per il cambio gomme – gara poi vinta per la prima volta da Esteban Ocon.

Nonostante le difficoltà di sorpasso, la posizione in pista non è sempre tutto, anche sull'asciutto. Un'intelligente strategia può anche presentarsi con opportunità, come ha dimostrato Hamilton nel 2019 quando si è fermato ai box per cambiare le gomme con 12 giri davanti, inseguendo Max Verstappen fino alla vittoria.

Guidare in Ungheria

Le difficoltà di sorpasso nell'Hungaroring lo rendono uno dei circuiti più impegnativi per i piloti, con alcuni come Fernando Alonso che lo paragonano ad un kartodromo: “È un circuito dove non c'è molto tempo per respirare con molte curve strette”, afferma. “Sembra un grande circuito di go-kart. I piloti amano guidare su questo circuito perché penso offra più stimoli rispetto ad altri circuiti.”

Il settore centrale del circuito è particolarmente frenetico, non solo per i piloti ma anche per gli pneumatici, che sono costantemente sollecitati per la maggior parte del giro. Un buon ritmo qui è cruciale per il tempo sul giro, perché uscire leggermente dalla carreggiata in una curva può rovinare completamente quella successiva.

Un buon passaggio attraverso la curva finale che porta al rettilineo dei box è cruciale per preparare un sorpasso nella Curva 1, che è stata spostata verso il basso di 200 metri nel 2010 e ristretta per migliorare le possibilità di sorpasso. Le successive Curve 2 e 3 offrono ulteriori possibilità per i piloti che hanno subito il sorpasso di reagire e portare avanti un appassionante confronto testa a testa. Per gare appassionanti, mozzafiato.

Visitare l'Ungheria

Budapest è famosa per essere una delle capitali della cultura in Europa, e con buona ragione perché c'è molto da vedere per far divertire un visitatore – dai più sofisticati ai più informali. C'è una grande varietà di musei nel centro della città, dalla Galleria Nazionale Ungherese al Pinball Museum (o Casa del Terrore). Gli appassionati di aviazione – ce n'è un numero sorprendente nella F1 – apprezzeranno l'Aeropark vicino all'aeroporto, che presenta anche un'interessante selezione di aerei dell'era sovietica.

Forse il modo migliore per immergersi nell'atmosfera è passeggiare sul lungofiume nel centro della città, che separa le antiche città di Buda e Pest, ora unite per dare il nome alla capitale dell'Ungheria. È circondato da bar e ristoranti e una fantastica area in cui trascorrere la serata.

I più famosi bar di Budapest sono i cosiddetti ‘ruin bars’: localini che sono sorti in edifici apparentemente abbandonati ed ora sono diventati elemento caratteristico della città come il goulash.
 
Il modo perfetto per rilassarsi dopo una giornata calda e intensa al circuito è quello di visitare le storiche terme della città, in posizione strategica sulla via che porta al circuito. Fa parte della tradizione di Budapest, e – se riuscite a sopportare di immergervi alternativamente in acqua calda e fredda  – l’effetto è sorprendentemente rilassante.

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