F1 GP: tutto sul GP canadese

COM'È IL CIRCUITO CANADESE DA GUIDARE? 

In una parola, insidioso. Il Circuit Gilles Villeneuve non è affatto una pista scorrevole: è  un continuo altenarsi di accelerazioni e frenate, dove anche il minimo errore può scagliare le auto contro il muro. Il più famoso di tutti è ovviamente il "Muro dei Campioni" - completo dello slogan meravigliosamente ironico "Bienvenue au Quebec" - che aspetta di salutare chiunque vi sbatta contro. Oltre alla difficoltà del tracciato, anche il meteo è spesso estremamente impegnativo. Il Canada detiene ancora il record della gara più lunga nella storia della Formula 1 (grazie anche all’intervento delle sei safety car e una lunga sosta dovuta alla pioggia, nel 2011). Quando il leggendario Gilles Villeneuve - il cui spirito alleggia ancora ovunque nell'esclusivo circuito - vinse la sua prima gara nel 1978, aveva persino iniziato a nevicare verso la fine. Messi insieme tutti questi elementi ed è facile capire perché c'è una probabilità così alta di safety car. La pista non è stata utilizzata per due anni, quindi oggi sarà anche estremamente scivolosa. È una delle piste più difficili dell'anno. Un po' come Baku, che precede Montreal nel calendario di quest'anno. Spesso si tratta solo di sopravvivere fino al traguardo e mantenere intatta la propria auto.

COM'È LA GARA DA VEDERE?

Divertente. E questo grazie soprattutto alla vicinanza a Montréal, che offre un vivace festival per i fan oltre a una serie di eventi (vedi sotto). Ma anche la corsa in sè è consigliata, poiché la possibilità di sorpassi e azioni spettacolari è molto alta e il divertimento assicurato. E’ anche uno dei circuiti dell'intero calendario più facili da raggiungere: si prende una metropolitana fino alla stazione Jean Drapeau, e da lì è una breve passeggiata fino all'ingresso del circuito. Essendo su un'isola, la pista è piuttosto pianeggiante, quindi sono consigliate le tribune che offrono una visuale migliore, in particolare la 11 e la 12 con un'ottima prospettiva. Per i fan di Lance Stroll, c'è anche una "tribuna Lance Stroll" dedicata in cui ci si può sedere. Il circuito è a misura di fan e gli intrattenimenti non mancano: ci si può cimentare ai pit stop, guardare il programma completo delle gare di supporto, o semplicemente passare il tempo mangiando poutine: patatine, formaggio e salsa. Sembra uno strano abbianato che stranamente funziona.

COM'È VISITARE IL CANADA?

Basta chiedere a un nutrito numero di appassionati di F1 quale sia la loro gara preferita e Montréal è probabile sia la risposta più comune. In parte per la pista in sè. Ma un altro motivo è proprio la città, con la sua atmosfera tipicamente francese e il pullulare di bar e ristoranti, che combina il meglio della cultura americana ed europea, con molte cose da fare e da vedere. La vecchia Montreal è il cuore della vita cittadina ed è spesso usata dalle troupe cinematografiche americane per rappresentare scene altrimenti ambientate in Francia. Ci sono diversi bar e ristoranti suggestivi nella zona, come il Coldroom dalla tipica atmosfera speakeasy che ricorda l'era del proibizionismo. L'Hotel Nelligan (uno dei preferiti di Bernie Ecclestone) ha anche un bar con terrazza sul tetto sempre molto animata. Quando si tratta di cibo, la steakhouse Keg è un'opzione affidabile (con filiali sia nella Vecchia Montreal che nella città moderna) ma forse il posto più noto – anche per i prezzi - è La Queue du Cheval (la coda del cavallo ). Per ora  temporaneamente chiuso, farà risparmiare almeno un po' di budget per la gara. C'è molto da visitare anche fuori Montreal. Quebec City, a tre ore di auto, offre il fascino del Vecchio Mondo, in uno spettacolare scenario di montagna. Per gli irriducibili fan della Formula 1, è d’obbligo un pellegrinaggio a Berthierville (a circa un'ora a nord di Montréal): la città natale di Gilles Villeneuve con il museo Villeneuve a lui dedicato. Ci sono molte delle auto della sua prima carriera, ma anche oggetti personali che lo rendono interessante: il primo contratto Ferrari di Villeneuve, la sua patente di guida, il suo pick up Ford arancione brillante, gli sci preferiti, alcuni caschi , e alcuni certificati scolastici e libri. Perché per capire il motorsport in Canada, devi prima capire Villeneuve.

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