F1 GP d'Italia: Monza è velocità

F1 GP d'Italia: Monza è velocità 01

I migliori margini di vittoria

La storia della Formula 1 ha recentemente visto protagonista il Belgio, dove si è tenuto il più breve Gran Premio di Formula 1 della storia. Ma qual è stato il margine di vittoria minimo? Per rispondere a questa domanda occorre guardare a Monza mezzo secolo fa: e comprendere il perché è successo proprio lì.

Nel pantheon dei grandi piloti di Formula 1, Peter Gethin non è certo uno dei più celebri. Pilota inglese modesto e tranquillo, ha gareggiato prevalentemente per team britannici come McLaren e BRM.

Ma quello che verrà ricordato di lui è la sua vittoria al Gran Premio d'Italia a Monza nel 1971 con una velocità media di 242,615 k/h. Non si tratta solo della media di un giro: si tratta invece della velocità media rilevata durante un'intera gara di 55 giri. Questo record è rimasto imbattuto per oltre 30 anni, confermando quel gran premio come il più veloce dello scorso secolo.

L'incredibile Gran Premio d'Italia del 1971 ha anche presentato la volata più strepitosa nella storia della F1. La BRM di Gethin è passata dal quarto al primo posto durante il giro finale vincendo per soli 0,01 secondi, con i primi cinque – tra cui anche Ronnie Peterson (March), Francois Cevert (Tyrrell), Mike Hailwood (Surtees) e Howden Ganley (BRM) – distanziati tra loro di soli 0,61 secondi.

La gara ha visto usare quella tecnica ormai più o meno dimenticata chiamata "gioco delle scie", anche se alcuni piloti moderni la tentano ancora oggi. Tornando a quei tempi, i piloti si seguivano a breve distanza l'uno dall'altro nei rettilinei per trarre vantaggio dal buco d'aria prodotto dall'auto davanti. Avvicinandosi alle curve, si defilavano dalla scia nella speranza di un sorpasso. Nei circuiti con lunghi rettilinei, come a Monza (che al tempo era composto essenzialmente da una serie di rettilinei uniti da curve veloci), le auto finivano inevitabilmente per correre a stretto contatto tra loro.

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Momenti di gloria della Ferrari

Ci è voluto fino all'alba di questo secolo per far cadere il record di Gethin. Michael Schumacher ha vinto la gara di Monza del 2003 per la Ferrari con una velocità media di 247,585 k/h –  solo 5 k/h più veloce a giro rispetto a Gethin, 32 anni prima. Quel record è ancora oggi imbattuto. Nel 2018, Kimi Raikkonen ha ottenuto la pole position più veloce nella storia della Formula 1, sempre per la Ferrari: con 263,587 k/h. Un altro record non ancora battuto, facendo comprendere il perché Monza sia ancora conosciuta come ‘Il tempio della velocità’ – anche dopo l'inserimento di molte chicane nel corso degli anni per cercare di ridurre le velocità medie furiosamente elevate.

La stagione in corso vede probabilmente l'ultima realistica possibilità per battere questi illustri record nel prossimo futuro, in quanto le nuove norme in vigore dal prossimo anno in teoria punteranno a rallentare leggermente tutte le auto - anche se i team hanno la straordinaria capacità di aggirarle. Grazie al loro ridotto carico aerodinamico, le auto in gara quest'anno potrebbero essere ancora più veloci nei rettilinei di Monza. L'attrito è nemico dell'alta velocità, ed è per questo che tutti i team devono possedere un carico aerodinamico molto basso per rispondere alle esigenze uniche di Monza.

I complicati numeri di Monza

L'effetto di queste monumentali velocità elevate sugli pneumatici non deve essere sottovalutato, considerando che le auto regolarmente raggiungono velocità massime fino a 360 k/h a Monza.

Con velocità oltre 350 k/h, uno pneumatico di Formula 1 ruota su se stesso per 2800 volte al minuto, cioè circa 50 volte al secondo.

La parte superiore dello pneumatico che non è in contato con il fondo è soggetta ad una massiccia forza centrifuga – ma la sua forma non cambia di oltre l'1%. Si tratta di un risultato eccezionale raggiunto grazie al peso ridotto dello pneumatico e all'eccezionale rigidità dei materiali sviluppati da Pirelli per la Formula 1.

A 360 k/h, un'auto copre 100 metri al secondo. Tuttavia a Monza, quella velocità rallenta di 70 k/h (passando a 290 k/h) in soli 40 metri. Osservando più a fondo le statistiche di Monza, i risultati sono ancora più sorprendenti. Ecco perché Monza sarà sempre conosciuta come il ‘Tempio della velocità.’

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