F1, dove le strade
sono asfaltate d’oro

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Azione e reazione
Fin dall’inizio del tempo – o almeno dal 1929 – il Gran Premio di Monaco è stato sinonimo di glitz, glamour e prestigio. Quello che accade fuori dalla pista tende a essere molto più esaltato di quello che si svolge in pista, anche perché – con i sorpassi praticamente impossibili – la gara stessa è spesso una processione.
Ma ovviamente ci sono delle eccezioni degne di nota. Nel 1955, Alberto Ascari finì con la sua Lancia nel porto; una sfida che fu ripetuta dall’australiano Paul Hawkins 10 anni dopo (incredibilmente Ascari e Hawkins hanno altro in comune: morirono entrambi in incidenti in gara il 26 maggio, a distanza di 14 anni). 
Poi ci fu il Gran Premio di Monaco 1982 – la gara che nessuno voleva vincere – con cinque leader diversi negli ultimi tre giri, dopo un diluvio improvviso. E c’è anche il mito di Ayrton Senna che pervade costantemente Monaco, dal suo giro di qualifica extrasensoriale all’improvviso impatto con le barriere al Portier quando era al comando nel 1988, cui seguì un ritiro prolungato nel suo appartamento lì vicino. È sbagliato descrivere Monaco semplicemente come una gara: è molto più di un evento. In pista e fuori. 

Desideri portuali
Una delle cose che rende il posto così glamour è il porto pieno di yacht esplorato da Ascari e Hawkins, che alcuni circuiti nel corso degli anni – da Valencia ad Abu Dhabi – hanno cercato di emulare, ma senza mai arrivare allo stesso grado di successo. Guardate attentamente tra gli yacht nel porto e potreste vederne uno col nome “Iceman” – nessun premio a chi indovina a chi appartiene. Ma non dovete essere un pilota di Formula 1 per godervi Monaco da uno yacht: pacchetti luxury sono disponibili per il weekend a costi che raggiungono circa €25.000 a persona (inclusa ospitalità e Champagne illimitato). Oltre a fornire pneumatici per le monoposto di Formula 1, Pirelli dice la sua anche sulla scena degli yacht, con i gommoni a marchio Pirelli che trasportano ospiti VIP attraverso il porto. Non saranno le barche più grandi a Monaco, ma hanno comunque un certo stile – e dimostrano che la gomma italiana non appartiene solo alla terra ferma.

Supercar e biciclette
Ovviamente, parlando di trasporti stradali, Monaco è uno dei migliori posti al mondo per ammirare le supercar, specie quelle che hanno un legame con la Formula 1. Un paio d’anni fa a Monaco Aston Martin ha svelato il suo prototipo Valkyrie (disegnato in collaborazione con Red Bull da Adrian Newey), mentre lo scorso anno ha fatto un’apparizione anche la nuova Mercedes-AMG One: una hypercar che essenzialmente usa lo stesso tipo di motore della sorella maggiore di Formula 1. In effetti, ci sono più supercar concentrate sui 2.020 chilometri quadrati di Monaco che in qualunque posto al mondo: uno dei motive per cui lo scorso anno Pirelli ha inaugurato la sua boutique P Zero World – un nuovo stile di negozio di pneumatici – al Portier, non molto distante dal punto in cui Senna finì contro le barriere 31 anni fa. Che la si ami o la si odi (e molti piloti sono tra questi: il tre volte campione Nelson Piquet, un altro brasiliano, disse che era come “andare in bicicletta nel salotto di casa”) Monaco è sempre speciale. Godetevi lo stile.

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