F1: 100 anni del Gran Premio d'Italia

F1: 100 anni del Gran Premio d'Italia 01

MONTICHIARI: DOVE TUTTO È COMINCIATO

Il Gran Premio d'Italia e Monza sono quasi una cosa unica: solo in una stagione del campionato mondiale di Formula 1 dal 1950 la competizione non si è svolta a Monza, quando Imola ha ospitato l'edizione del 1980. Ma la storia del Gran Premio d'Italia inizia oltre 100 chilometri da Monza nella cittadina di Montichiari nei pressi di Brescia, dove si tenne la prima edizione nel 1921 in un percorso di 17,3 chilometri, vinta dal francese Jules Goux con una Ballot 3L gommata Pirelli.

All'inizio dell'anno successivo fu presa la decisione di costruire un circuito permanente a Monza, per soddisfare il desiderio dei costruttori automobilistici italiani di avere a disposizione un circuito in cui testare le loro creazioni. Questo spiega in qualche modo il progetto originale, che include un anello di alta velocità nonché il tipico percorso su strada utilizzato ancora oggi – in grado di fornire insieme un test completo di velocità, gestione e sicurezza. Un gruppo di 3500 persone realizzò il circuito in soli 110 giorni, e il 10 settembre ospitò il secondo Gran Premio d'Italia.

Purtroppo però una tragedia colpì il Gran Premio d'Italia del 1928 quando Emilio Materassi si scontrò contro un altro pilota arrestando la sua corsa e finendo nel fossato di protezione del rettilineo. Perse la vita insieme a quella di 27 spettatori. Dopo questa tragedia il Gran Premio non fu più corso fino al 1931 quando Giuseppe Campari e Tazio Nuvolari vinsero una gara di 10 ore su 1500 chilometri. I problemi legati alla sicurezza tuttavia continuarono e Campari fu uno dei tre piloti a morire nell'incidente del 1933. Ne conseguirono una serie di soluzioni alternative negli anni successivi, con l'inserimento di chicane per ridurre la velocità. Nel 1937 la gara si tenne nel circuito di Montenero nei pressi di Livorno sulla costa toscana.

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DA TORINO A MILANO

Dopo l'interruzione della competizione a causa dell'imperversare della Seconda Guerra Mondiale, le città di Milano e Torino ospitarono le gare del 1947 e 1948 rispettivamente prima del termine dei lavori di rinnovo pianificati per Monza circa 10 anni prima e che avvenne nel 1949 – quando Alberto Ascari vinse il primo Gran Premio d'Italia per sé e per la Ferrari (un anno prima dell'inaugurazione del Campionato del Mondo di Formula 1 ufficiale nel 1950). L'anello di alta velocità era stato rimosso al tempo e sarebbe stato ricostruito pochi anni dopo e utilizzato per le gare del 1955 e 1956.

L'evento fu nuovamente abbandonato nel 1957 perché le auto Ferrari e Maserati mostrarono problemi su superfici grezze; fu poi reintrodotto nel 1960 con grande aumento delle velocità, favorendo quindi le potenti Ferrari rispetto alle rivali britanniche – che boicottarono la gara per motivi di sicurezza. In seguito alla morte di Wolfgang von Trips e di 11 spettatori nel 1961, la sopraelevata di Monza non fu mai più utilizzata per il Gran Premio d'Italia, anche se ancora oggi esiste.

Tra le gare degne di nota negli anni '60 si può annoverare la vittoria di Ludovico Scarfiotti con la Ferrari: nessun italiano aveva mai vinto prima in casa. Gli anni successivi videro alcune delle volate finali più appassionanti della storia della Formula 1. Nel 1967, John Surtees vinse su Jack Brabham per due decimi di secondo. Due anni dopo, lo stesso margine di distacco riguardò i primi quattro, quando Jackie Stewart sorpassò Jochen Rindt, Jean-Pierre Beltoise e Bruce McLaren fino a vincere. Rindt perse tristemente la sua vita a Monza un anno più tardi, diventando l'unico campione del mondo di Formula 1 postumo. Nel 1971, Peter Gethin vinse su Ronnie Peterson per un centesimo di secondo in una lotta a cinque per il traguardo.

A Monza furono inserite chicane nel 1972 verso la fine del rettilineo e quella che è stata chiamata Variante Ascari, la terza chicane Roggia fu inserita quattro anni dopo, creando percorso in uso ancora oggi – con alcune modifiche minori. Un ulteriore miglioramento all'impianto alla fine del decennio portò la gara a Imola nel 1980; da allora viene corsa a Monza ogni anno.

I PIÙ BEI RICORDI DI MONZA

A quel tempo, Monza ospitò molti Gran Premi italiani memorabili, come quello del 1988 quando Gerhard Berger e Michele Alboreto ottennero la doppietta con il primo e secondo posto per la Ferrari in una stagione dominata fino a quel momento dalla McLaren. Un risultato particolarmente emozionante per i tifosi, arrivato un mese dopo la morte di Enzo Ferrari.

Naturalmente la Ferrari fu coinvolta in moti di questi grandi momenti. Nel 1996 Michael Schumacher ottenne la prima di cinque vittorie da record nel Gran Premio d'Italia, tutte con il Cavallino Rampante. Quel record fu eguagliato da Lewis Hamilton, che fu ostacolato nel suo tentativo di migliorare nel 2019 dalla difesa di Charles Leclerc con la Ferrari.

In tempi recenti anche un altro famoso team italiano ha sperimentato grande successo nella competizione in casa. Il team prima sfavorito Minardi con sede a Faenza ottenne la sua vittoria inaugurale con la scuderia Toro Rosso a Monza nel 2008 grazie all'ineguagliabile performance di Sebastian Vettel su bagnato. Dodici anni dopo ripeté la prodezza con la scuderia AlphaTauri con Pierre Gasly – un risultato mai ottenuto prima da nessuno. Cosa ci attende per il 2021, un secolo dopo l'esplosione del Gran Premio d'Italia sulla scena degli sport motoristici internazionale?

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