Ecco come si diventa piloti Ferrari | Pirelli

Ecco come si diventa piloti Ferrari

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Molti lo sognano, pochi ci riescono. Diventare piloti di Formula Uno o semplicemente piloti è una strada lunga e difficile, ma che deve partire da un presupposto: “Alla base di tutto ci deve essere la voglia di divertirsi”. A raccontarlo è Marco Matassa, Head of the Ferrari Driver Academy, il vivaio dei giovani talenti della scuderia di Maranello, attivo da più di dieci anni.

Qual è l'età giusta per iniziare a fare scuola di guida in pista?

La domanda non è banale, perché serve un giusto compromesso. Come per tutti gli sport, prima inizi, meglio è. Guidare le vetture è uno sport come gli altri e se parti da ragazzino hai un vantaggio dovuto alle doti di apprendimento che sono più sviluppate quando si è giovani. Poi però bisogna tener ben presente che il motorsport è molto impegnativo e può entrare in contrasto con gli impegni scolastici. Per la F4, che è la categoria di partenza per le monoposto, in Italia servono 15 anni, il che coincide con i primi anni delle superiori. E' fondamentale non dimenticare e non trascurare gli impegni scolastici, serve un giusto equilibrio tra sport e scuola.

Da voi arrivano a 15 anni. E' giusto partire dai kart?

 

Assolutamente sì, perché i kart sono una categoria molto formativa. Nei kart puoi iniziare prima dei 15 anni. Le categorie mini hanno corridori di 8 anni o più giovani, anche se da parte nostra, che osserviamo i piloti in ottica F4, l'interesse inizia intorno ai 14 anni. A questa età la difficoltà più grossa è identificare il talento, perché è difficile distinguere quando un ragazzo è solo precoce da quando invece è un vero talento.

La scuola dei kart, per come si è evoluta negli ultimi anni, è la più valida. Come track time, ma anche come lavoro di preparazione all'evento o di analisi dei dati è ormai poco distante dal mondo dei professionisti. Sono stato ospite di Tony Kart durante diversi impegni del campionato e posso dire che a livello di preparazione dei piloti ci sono molte similitudini con i nostri di Formula 1. Ovviamente con le dovute proporzioni.

 

Quali sono le caratteristiche di base che deve avere un pilota?

Il talento viene prima di tutto, è la base, ma a questo chi vuole diventare pilota deve associare altre caratteristiche: l'umiltà di sapersi mettere in gioco, la voglia di migliorare, lo spirito di squadra e la capacità di adattamento a qualsiasi situazione. Nelle categorie delle monoposto, in genere, chi si adatta prima va più veloce.

Cosa si può imparare e cosa no?

Al giorno d'oggi il pilota “solo campione” non basta più. Chi nasce veloce, è solo veloce se non si affina durante il percorso. Bisogna imparare alcune nozioni, come i regolamenti sportivi, si deve conoscere tecnicamente la propria vettura, serve saper gestire l'ansia, ma anche saper parlare davanti a una telecamera o conoscere le lingue perché viviamo in un mondo cosmopolita. Sono questi gli ingredienti che fanno un campione fuori e dentro la pista. 

Come insegna ad affrontare una curva?

Due parole: frenata e traiettoria. Prima di arrivare alla curva, il pilota deve sempre sapere cosa vuole fare, quale linea di traiettoria deve far seguire alla vettura. Il punto di partenza, quindi, è la gestione della frenata prima della curva che gli permetterà poi di tenere la traiettoria voluta. L'abilità sta nell'eseguirla.

Come si affronta la velocità?

Per sostenere le accelerazioni delle monoposto devi avere una buona preparazione fisica, sia a livello di collo che di braccia. Per affrontare alcuni circuiti, come il Mugello o Silverstone, dove la differenza di velocità la fai in curva, il pilota deve essere al top. La velocità del pilota del resto la vedi in curva. A parità di macchina possono entrare nella stessa curva a velocità diverse, perché la soglia di confidenza è diversa: per farsi capire è un po' una questione di pelo sullo stomaco e di fiducia nei propri mezzi.

Un consiglio per chi vuole iniziare questo percorso?

Divertirsi, i ragazzi si devono divertire. Poi chi ha negli occhi quella luce speciale, che solo a posteriori riesci a riconoscere, diventerà sicuramente un campione.