Dove le strade sono asfaltate d’oro

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Cogliere l’opportunità
Si può pensare che il Gran Premio di Monaco sia l’evento di motorsport più associato con la ruota della roulette al mondo, ma ci si sbaglia. Perché se le vicissitudini del fato lungo le strade del Principato possono essere una metafora potente del celebre Casinò, è niente rispetto alla FIA GT World Cup a Macao.
Macao è la capitale mondiale del gioco d’azzardo, con più casinò pro-capite di qualunque altro luogo – e l’industria contribuisce per più del 70% alle entrate annuali del governo e al 50% dell’economia. Macao ricava più di Las Vegas dal gioco. 
La gara che ogni anno si svolge sulle incredibili strade della città non è meno prevedibile delle variabili del baccarat. L’anno scorso, Laurens Vanthoor è diventato probabilmente l’unico al mondo a vincere una gara sulla macchina rovesciata, dopo che la gara era stata interrotta in seguito al suo incidente e venne quindi considerato il risultato alla fine del giro precedente …
È il genere di cose che ci si aspetta accadano in un posto la cui stessa esistenza è definita dalla ruota della fortuna. I proprietari portoghesi di Macao resero legale il gioco d’azzardo nel 1850 e da allora l’industria è diventata sempre più forte. È l’unico posto in Cina in cui il gioco è legale – e ci sono moltissime altre attrazioni per divertire il pubblico...

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Girando per i tavoli
In totale, a Macao ci sono più di 30 casinò, il più grande è il Venetian. Macao è una comunità vibrante, in fermento, che deve molto alle sue origini portoghesi: specie quando si tratta di cibo e colore locali. Le altre influenze sono più difficili da collocare, specie i temi architettonici di edifici come l’hotel Grand Lisboa, che offre una vista mozzafiato sulla curva che porta lo stesso nome. L’hotel è di sicuro fascino, con l’aspetto che ricorda un mix tra una torta nuziale e Versailles – e non è l’unica struttura insolita. Un altro hotel somiglia a una cattedrale ortodossa russa. 
Allo stesso tempo, ci sono casinò ultramoderni ed edifici coloniali tradizionali come i centri commerciali degli anni 60. Un caos glorioso, libero, multietnico domina il luogo, e il tutto aggiunge fascino a questo posto unico – a circa un’ora di nave da Hong Kong.  

La storia si ripete
Come Monaco, il circuito Macau Guia è rimasto per la maggior parte invariato durante la sua lunga e illustre storia. Venne inaugurato nel 1954, e guarda caso per una gara di sportscar: antesignane delle moderne vetture GT.
L’idea originaria dell’evento si deve a tre appassionati locali di sportscar – Fernando Macedo Pinto, Carlos Silva e Paulo Antas – che studiarono un piano per una caccia al tesoro in macchina bevendo un caffè un mattino al Riviera Hotel.
Iniziò come un gioco, ma presto la cosa divenne seria e fu chiesto l’aiuto professionale del motor club di Hong Kong – e furono loro a notare i parallelismi con Monaco. Le autorità di Macao salirono a bordo con entusiasmo e la gara iniziò a prendere forma. 
Il primo Gran Premio di Macao fu vinto da Eddie Carvalho su Triumph TR2. Ma il circuito lasciava parecchio a desiderare e sui report dei commissari si legge che “la parte posteriore del circuito è pessima – molto sporca e piena di sabbia”.
Da allora in poi la gara divenne sempre più professionale, vinta da grandi piloti come Ayrton Senna e Michael Schumacher. Ma è un altro ex-vincitore di Macao, Martin Brundle, che la descrive al meglio: “Questo posto è straordinario”, ha detto. “Una pista magnifica, che all’inizio fa pensare a Monaco, seguita da Silverstone mentre scendi verso il settore del reservoir. Mi piacerebbe tornarci a correre”.
Una cosa che dicono molti piloti; il luogo ha un fascino che non riescono a dimenticare. Questo weekend scoprirete perché. 

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