Dalla pista alla strada, un segreto chiamato Superbike

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Non c’è un unico segreto nella lunga partnership di successo tra Pirelli e il Mondiale Superbike. Forse si potrebbe sintetizzare con l’ormai mitico motto: We sell what we race, We race what we sell. È un dato di fatto che la casa della P lunga può vantare il primato di monogomma più longevo e di successo della storia degli sport motoristici a livello internazionale, essendo fornitore unico ufficiale di pneumatici per tutte le classi del Campionato fin dal 2004 (e lo sarà fino al 2020). 

Banner SuperbikeMa la storia che vede intrecciarsi Pirelli e il WorldSBK non è solo una storia fatta di numeri, di record e di prestazioni, è una storia in cui la passione ha un ruolo di primo piano. Se c’è un evento dove davvero il mondo delle piste e quello della strada si incontrano è il Mondiale Superbike. Perché è il più accessibile agli appassionati, i filtri o le barriere tra i corridori e i tifosi sono quasi inesistenti. È l’appuntamento che davvero permette ai motociclisti di vivere da protagonista l’esperienza delle corse, poter visitare il paddock e vedere da vicino i propri beniamini. E in questo scenario si inserisce perfettamente la filosofia di Pirelli: offrire pneumatici che esaltino gli aspetti emozionali del motociclista, non solo del professionista, aiutare chi sceglie le due ruote a sfidarsi in sicurezza ma continuamente, in ogni situazione, non solo sui circuiti. Un lavoro nel segno dell’artigianalità e dall’alto tasso tecnologico. Per citare Giorgio Barbier, responsabile delle attività sportive della P Lunga, «per noi è fondamentale poter traghettare le tecnologie raggiunte nel racing al prodotto stradale». Fin dall’inizio, infatti, Pirelli ha deciso di progettare, con l’aiuto dei piloti, prodotti da competizione che però potessero essere utilizzati anche da tutti i motociclisti. Una formula, quella del monogomma, inizialmente scelta per ridurre i costi complessivi del campionato e allo stesso tempo per aumentarne la competitività. Ciò ha permesso di offrire ai piloti e alle squadre le stesse opportunità di competere per la vittoria anno dopo anno. Ma allo stesso tempo Pirelli si è resa conto fin da subito di come il Campionato delle derivate di serie sia una piattaforma di sviluppo privilegiata per i suoi pneumatici. Da qui la scelta di fornire gomme di produzione. Si tratta di una sfida affascinante, poiché Pirelli è costretta a sviluppare un prodotto ad altissime performance ma adatto, in termini di costi, anche al mercato amatoriale. Uscire dalle logiche prototipali, costose e di nicchia, è stata una piccola grande rivoluzione, permettendo la creazione di prodotti disponibili per tutti che hanno accresciuto le prestazioni sia a livello racing sia, come ricaduta, a livello strada per tutti i motociclisti. Ad esempio, proprio per rimanere fedeli alla filosofia che ha sempre caratterizzato la sua strategia nel Mondiale Superbike, ovvero usare pneumatici di produzione e non prototipi, nel 2013 Pirelli è diventato il primo brand ad abbandonare le dimensioni di 16,5 pollici, introducendo i nuovi pneumatici DIABLO™ Superbike da 17”, una misura ormai comunemente usata dai motociclisti su strada. 

Le parole d’ordine che hanno guidato Pirelli in Superbike sono tre: innovazione, competizione, curiosità. E l’obiettivo per gli ingegneri, per i tecnici e per i piloti rimane sempre quello di migliorarsi. Ogni stagione Pirelli porta nel WorldSBK diverse soluzioni da provare, anche se solo alcune di queste passano nella normale produzione e vendita nella stagione successiva, ma a quel punto ogni motociclista nel mondo potrà acquistarle e montarle sulla propria moto, trasformando ogni spostamento con la propria moto in un’esperienza di guida emozionante e gratificante.

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