Da Baku ad Hanoi

Da Baku ad Hanoi 01

Lotta su strada 
I circuiti cittadini hanno giocato un ruolo significativo nella storia di 1000 gare del campionato del mondo di Formula 1. Dopotutto, la pista che si snoda attorno a Monte Carlo è forse la gara più famosa nel mondo intero. In tempi più recenti, Singapore si è guadagnata il suo posto come come classico moderno per essere stata la prima spettacolare gara notturna della Formula 1.

Nel 2016, Baku è diventata l’ultima città a ospitare un GP di Formula 1 cittadino. Il concept di un circuito nella capitale dell’Azerbaijan non era del tutto nuovo: il Baku World Challenge (organizzato dall’ex-pilota di F1 Thierry Boutsen) ha fatto correre vetture GT dal 2012 al 2014. Ma molti erano scettici all’idea della F1 in un Paese con nessun’altra tradizione di motorsport di cui parlare.

Ma la gara di F1 a Baku – corsa con il Titolo di Gran Premio d’Europa nel 2016 prima di introdurre l’anno successivo in calendario l’annuale Gran Premio dell’Azerbaijan – ha avuto la meglio su molti che nutrivano dubbi. Questo grazie a un nuovo design diverso da qualunque altro che ne ha fatto il circuito cittadino più veloce di sempre, combinando ampi e lunghi rettilinei con un settore incredibilmente stretto attraverso il centro storico della città. 

Da Baku ad Hanoi 02

Come progettare un circuito cittadino di successo
Una delle lamentele comuni sui circuiti cittadini è la difficoltà di sorpassare, cosa che sicuramente vale per Monaco. Ma i lunghi rettilinei della pista di Baku hanno risolto questo problema: qualunque qualsiasi pilota riesca ad avvicinarsi abbastanza attraverso la sezione ‘vecchia’ del circuito può quindi beneficiare di una scia significativa nel lungo rettilineo. La zona di frenata severa che segue, per affrontare la curva a sinistra di 90 gradi, ha creato parecchia azione nella breve storia della gara, con in particolare la collisione nel 2018 tra gli allora compagni di squadra in Red Bull Max Verstappen e Daniel Ricciardo.

L’opportunità di sorpasso combinata con la sfida classica di un circuito cittadino fa sì che il tracciato sia uno di quelli in cui spesso emerge il talento. È qui che Charles Leclerc fece una delle sue performance più impressionanti in Formula 2 nel 2017, sfiorando la vittoria in entrambe le gare, prima del suo splendido sesto posto in F1 con la Sauber l’anno successive. Che probabilità ha di ospitare la prima vittoria della Ferarri quest’anno?

Good morning Vietnam
Il successo della gara di Baku, e il desiderio di portare l’azione della F1 vicino alla gente, significa che il campionato si apra a nuove gare cittadine. Questa new entry sarà ad Hanoi, la capitale del Vietnam, nel 2020.

Il circuito proposto prende chiari spunti dal tracciato di Baku, con una combinazione di lunghi rettilinei e un settore più tortuoso. Come Baku, questo darà parecchi mal di testa agli ingegneri dei team, con il bisogno di bilanciare carico e grip in curva con bassa resistenza e velocità elevate nei rettilinei. Certi compromessi possono di nuovo elevare le abilità del pilota, ricompensando quelli che riescono a sfruttare meglio il grip meccanico dei loro pneumatici rispetto a quello aerodinamico della macchina.

Il layout di Hanoi non solo prende ispirazione da Baku ma, i progettisti hanno anche guardato a settori classici di altri tracciati di F1. Le prime due curve replicano quelle del Nurburgring, mentre le curve dalla 12 alla 15 vogliono riprodurre la celebre sezione in salita da Sainte Devote a Massenet a Monaco. Poi c’è il settore successivo dalle curve 16 alla 19, ricordo delle iconiche Esse di Suzuka.

Una caratteristica intrigante extra è la pit-lane, che bypassa l’ultima curva stretta e la prima, riducendo il tempo relativo necessario per effettuare un pit-stop e aprendo potenzialmente a più opzioni a livello di strategie.

Hanoi ha tutto per offrire ancora più battaglie cittadine da brividi in una nuova destinazione globale, ispirata da quell’instant classic che è Baku.

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