Come si prepara il Paul Ricard per il ritorno del GP di Francia?

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Le grand retour
Quando il Gran Premio di Francia ritornerà questo mese, lo farà al Circuit Paul Ricard, che ha ospitato per l’ultima volta la Formula 1 nel 1990. Come potreste aspettarvi dopo un’assenza così lunga, è stato necessario fare un gran lavoro per arrivare fino a qui…
Ma il Paul Ricard è un caso speciale. Quando lo stesso Paul Ricard (l’uomo che diede il via alla costruzione della pista) morì, il circuito fu venduto a Bernie Ecclestone, che seguì il suo sviluppo facendolo diventare un test track avanzato. Per 10 anni, fino al 2009, vi si disputarono pochissime gare e a nessuna erano ammessi gli spettatori. 
Negli ultimi anni, le gare si sono svolte in modo più regolare – inclusa la Blancpain GT Series – ma nessuna che attirasse una folla come una gara di F1. Così, uno dei compiti più ardui per i proprietari della pista è stato aumentare la capacità delle tribune, da 10.000 a più di 40.000. La presenza massima è stata fissata a quota 65.000 (comunque inferiore a quella della maggior parte delle gare europee) per evitare problemi.
Compito più impegnativo è stato cercare di migliorare l’accesso al circuito: un problema che esisteva già negli anni 80. Anche se sono stati attuati piani per gestire l’inevitabile traffico – inclusa l’apertura di strade normalmente chiuse alla circolazione e implementare un sistema a senso unico attorno al circuito – il layout stradale resta essenzialmente lo stesso. 

Test, test
La gara della Blancpain GT Series a inizio giugno – tre settimane prima del gran premio – è stata una buona opportunità per testare come stessero andando i preparativi. Era evidente la portata del compito di espandere la capacità, con lavori ancora in corso per innalzare e coprire la già esistente area tribune sul rettilineo principale opposto ai box. 
Quattro altre aree tribune sono state create in punti chiave del circuito: al complesso di curve Sainte Baume nella parte Ovest del tracciato, alla nuova chicane sul Mistral Straight (che probabilmente sarà uno dei punti più favorevoli ai sorpassi), attorno alla doppia curva a destra di Le Beausset, e sull’ultima curva stretta che porta sul rettilineo principale. Le monoposto dovrebbero arrivare alla chicane Mistral a circa 343 km/h, per cui il rettilineo resterà il parco giochi dei piloti che frenano più tardi, come è sempre stato. 
Ci sono state modifiche anche alla stessa pista, con tre delle curve che sono state riviste. La prima curva è tra quelle cambiate, ora più aperta per renderla più veloce. Allargata la curva 5, per aumentare la velocità, così come l’ultima, dove sarà possibile impostare diverse traiettorie per arrivare sul rettilineo. L’idea è semplice, incoraggiare i sorpassi, offrendo più punti favorevoli. 
La superficie è stata riasfaltata durante l’inverno, rendendola più veloce e riducendo consumo e degrado dei pneumatici. Cosa che ha già avuto un effetto significativo sulle GT e che probabilmente sarà amplificato in Formula 1.
I media potranno coprire la gara da una nuovissima sala stampa, e c’è anche un paddock completamente nuovo per Formula 2 e GP3, anch’esse protagoniste al Paul Ricard. Ma tutta questa gente deve dormire da qualche parte, quindi molti dei campeggi e hotel nei dintorni hanno riammodernato le loro strutture (e, sicuramente, i loro prezzi). Ma, dopotutto, questa è la Formula 1. 

La parola a Klein
Uno dei piloti vincitori della recente ed emozionante gara di 6 ore della Blancpain GT fornita da Pirelli al Paul Ricard è stato Christian Klien, che ha corso in Formula 1 per Jaguar e Red Bull tra il 2004 e il 2006, e poi per la HRT nel 2010 dopo essere stato anche test driver per Honda e BMW Sauber. Oggi si divide tra la Blancpain GT e il ruolo di commentatore delle gare di F1 per la televisione austriaca. 
Avendo girato moltissimo al Paul Ricard quando la F1 usava regolarmente il tracciato per i test e anche adesso con la sua Lexus LC F GT3, chi meglio di lui può parlarci dei cambiamenti? 
“C’è decisamente molto meno degrado”, dice Klien. “In effetti, pochissimo. In generale c’è molto più grip. Per quanto riguarda le modifiche che hanno apportato alla pista, alla curva 1, la prima chicane è un po’ più aperta,  per cui è più veloce, più fluida. Prima la percorrevi in  seconda, adesso puoi arrivare più veloce e farla in terza. 
“Non capisco i cambiamenti alla curva 5 e all’ultima curva, perché su una GT non usi quello spazio extra che hai sulla sinistra. Con una Formula 1 che ha più carico, sì, penso che lo sfrutteranno, ma non so se renderà più interessante la corsa.”
Non resta quindi che attendere la prima gara di F1 al Paul Ricard dopo 28 anni, ma se sarà solo metà di ciò che è stata quella della Blancpain GT sarà un ottimo spettacolo per gli  spettatori sulle nuove tribune. Che, stranamente, potrebbero aver bisogno di portarsi gli ombrelli. Il Paul Ricard è noto per essere in una zona baciata dal sole, ma nei giorni che precedono il gran premio le condizioni sono decisamente bagnate…

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