Cinque cose che abbiamo imparato della Blancpain GT Series nel 2018

Show more images

I piloti Blancpain GT Series hanno scoperto le loro nuove vetture – e gli aggiornati pneumatici P Zero – in una due giorni di test al circuito Paul Ricard nel Sud della Francia: la sede del GP di Francia. Dopo più di 200 giri per molti team, ecco cosa abbiamo imparato…

1. Più guidabilità per l’evoluzione pneumatici 2018
I nuovi pneumatici P Zero DHD2 introdotti quest’anno per la Blancpain GT Series (oltre che per molte altre gare GT a livello mondiale in cui Pirelli è presente) si basano su quanto appreso dai DHD dello scorso anno, anche se si tratta più di un’evoluzione che di una rivoluzione. Lo scopo era di renderli più guidabili, con una finestra d’utilizzo più ampia, per adattarli più strettamente all’ampia gamma di circostanze che possono verificarsi in una gara di 24 ore, per esempio. E con tale quantità di costruttori che corrono nelle gare GT – erano 11 al Paul Ricard – far sì che lo stesso pneumatico lavori egualmente bene su macchine con architetture e livelli di carico molto differenti (per non parlare di tutti i circuiti visitati) è una bella impresa. Per la Blancpain GT Series, c’è una sola mescola per l’intera stagione: lavoro più duro per il costruttore di pneumatici, ma più vantaggioso a livello di costi per i concorrenti. 
Il concept 2018 è partito con un pneumatico posteriore evoluto, per dare maggiore stabilità e working range dalla parte della macchina che fa tutto il lavoro in termini di dare trazione, poi il pneumatico anteriore è stato riprogettato per mantenere lo stesso bilanciamento tanto apprezzato lo scorso anno dai piloti. Il risultato è un pneumatico che sembra simile da guidare ma migliore, che permette ai piloti di spingere di più per tutto un intero stint.

2. Le velocità sono aumentate – da ciò che si vede finora
Il recente test di Formula 1 a Barcellona ha portato a tempi sul giro di un paio di secondi più veloci rispetto allo scorso anno. Nel GT, quel guadagno è persino maggiore – circa tre secondi, da quello che abbiamo visto al test al Paul Ricard. Ovviamente il circuito è stato migliorato in diversi punti, soprattutto per via del nuovo asfalto in vista del Gran Premio di Francia. Ma c’è un grande miglioramento nel passo anche grazie allo sviluppo effettuato sulle nuove macchine oltre alle prestazioni e alla versatilità aggiunte derivanti dal nuovo pneumatico DHD2. Il calibro dei piloti è un altro fattore importante: con diversi costruttori che schierano dei professionisti, i piloti tendono a pungolarsi di più tra loro. 

3. Più costruttori coinvolti
C’erano alcuni nuovi nomi al test Blancpain GT, come il nuovo brand Lexus gestito da Emil Frey (che vanta piloti di livello top, incluso il vincitore della 24 Ore di Spa Markus Palttala) e l’altrettanto nuova Bentley Continental GT3, che ha fatto la sua prima apparizione al Paul Ricard. Con la Porsche che ha una presenza rafforzata, schierando come iscritto regolare il team vincitore a Le Mans Manthey Racing, oltre a vetture di Aston Martin, Audi, BMW, Ferrari, Lamborghini, Mercedes e  Nissan (con un’altra nuova macchina), sempre più top brand sono impegnati nel campionato Blancpain – o stanno intensificando il loro impegno. Questo porterà a una competizione persino più serrata e ricordate che a Monza lo scorso anno in qualifica le prime 32 vetture erano racchiuse in un secondo. Non ci sono molte forme di motorsport (ammesso ce ne siano) in cui ogni costruttore sulla griglia ha la reale opportunità di vincere. Ma questo è nella norma per il campionato Blancpain GT.

4. La competizione sarà più serrata che mai
La maggior parte dei costruttori ha fatto un giro in cima alla classifica – cosa che non sorprende. Ma quello che ha stupito tutti è stato vedere che squadre di professionisti e dilettanti si sono date battaglia a colpi di passo, riflettendo alla perfezione lo spirito delle gare GT. Non serve nemmeno l’ultimo modello per avere successo: un tempo shock è stato fatto il primo giorno dalla Bentley Continental privata (il modello precedente) nelle mani del pilota GT britannico Callum Macleod. “E’ stata una bella sorpresa essere il più veloce”, ha detto. “Non ce lo saremmo mai aspettati, ma siamo in un’ottima posizione con la nostra macchina”.

5. Il Gran Premio di Francia sarà qualcosa di speciale
Il Paul Ricard potrebbe essere la location più stilosa nel calendario di quest’anno. Per iniziare, prende il nome da un aperitivo. Secondo, l’attenzione al dettaglio è tale che il proprietario del circuito Bernie Ecclestone (ve lo ricordate, vero?) ha fatto trasportare la sua qualità di erba inglese preferita da Biggin Hill, perché fosse trapiantata nei prati vicino alla pitlane. Terzo, gli organizzatori hanno creato un poster in stile art déco che semplicemente incarna lo chic della Riviera. A qualcuno potrebbero sembrare tutti dettagli superficiali. Ma, in un mondo in cui molti circuiti si assomigliano, tale individualità conta. Ci sono persino degli edifici (eleganti) che ampliano il paddock e creano un nuovo media centre. Non vi resta che venire a dare un’occhiata di persona quando a inizio giugno la Blancpain GT Series farà di nuovo visita al Paul Ricard.

Continua a leggere