Carlitos’ Way

Con impegno verso la meta 
È evidente che Carlos Sainz Junior, star di Toro Rosso ed eroe spagnolo, abbia carisma e talento da vendere, su questo non ci piove. Tuttavia, è altrettanto evidente che il duro lavoro è insostituibile, così come è chiaro da dove provenga il forte impegno etico del 21enne.
In qualsiasi parte del mondo le generazioni adulte accusano i più giovani di essere irresponsabili e insoddisfatti; ciò però non avviene a Madrid. Carlitos infatti nutre un rispetto immenso e giustificato per il famoso padre, che gli ha sicuramente dato grande affetto, ma con severità, e che è sempre stato il suo più convinto sostenitore: confidente, compagno di viaggio, consulente ed amico nella stessa misura di genitore.
“Prima di tutto Carlos doveva dimostrare di volere realmente fare una determinata cosa e che era perciò pronto ad impegnarsi a fondo,” spiega Carlos Senior, due volte campione mondiale di rally con Pirelli, riflettendo sulla carriera del figlio. “Poi, sin dall’inizio, ho subito chiarito che se lui fosse stato disposto a lavorare duro, io sarei stato disposto ad aiutarlo. Ma prima doveva dimostrare l’impegno, altrimenti io non avrei fatto nulla per lui.”

La scuola prima di tutto 
L’istruzione scolastica di Carlitos veniva prima di tutto: quando, a 15 anni, gareggiava in Formula BMW, i libri di scuola lo accompagnavano nei suoi spostamenti in tutta Europa. Carlos Senior ha infatti instillato nel figlio i valori di una volta, che invece mancano in tanta gente: operosità, modestia, impegno e rispetto degli altri.
Il risultato è un giovane educato, riservato ed estremamente cordiale che guarda a caso è pure incredibilmente veloce quando è alla guida di una vettura da gara. Carlos Junior è fortunato e ne è consapevole; i genitori di Carlos Senior non hanno mai sostenuto le sue ambizioni sportive, come ha fatto invece suo padre. Addirittura le disapprovavano e desideravano che il figlio diventasse avvocato.
Carlos Senior non è un uomo particolarmente sentimentale. Tuttavia, è molto orgoglioso del figlio anche se i soli commenti che rilascia in pubblico sono dei modesti “sta andando bene” o al massimo “è sulla buona strada”. Ora che l’obiettivo di una stagione di successo in Formula Uno è stato raggiunto, Sainz Senior appare un po’ più estroverso. Della campagna dell’ultimo anno afferma: “Junior ha avuto sfortuna in diverse occasioni, non c’è dubbio. Tuttavia, al di là delle cose che esulano dal suo controllo, si è comportato davvero bene. Ed è evidente che sta ancora migliorando.”

Un inizio precoce
Quando Carlitos passò in Formula Uno, furono in molto ad etichettarlo come un “early starter” (aveva quasi tre anni in meno del 17enne Max Verstappen); in realtà Carlitos ha iniziato a frequentare il mondo del motociclismo all’età di cinque anni, iniziando con il Rally di Catalogna, dove il padre divenne una quasi divinità. 
“Per me è divertente, in realtà non me ne sono mai accorto quando ero piccolo” afferma Carlitos. “Per me era semplicemente ‘papà’. Ricordo che era spesso via per i numerosi rally a cui partecipava, ma io non potevo mai accompagnarlo perché dovevo andare a scuola. E forse è stato proprio per questo motivo che non ho mai realizzato quanto fosse famoso.”
“In realtà Carlos si interessa alla mia carriera rallistica più ora che in passato” racconta il padre. “Quando gareggiavo, Carlos era veramente piccolo e non credo che riuscisse a comprendere a fondo ciò che significava. Ora invece mi chiede spesso di raccontargli del passato e delle cose che sono successe.”
Carlitos ed il padre non sono saliti spesso su un’auto da rally insieme, ma Carlitos ricorda con precisione quella volta in cui fu il co-pilota del padre durante un test per Dakar. “Ricordo che me ne stavo seduto e con stupore pensavo che mio padre era proprio un buon pilota! Il rally mi piace ma non sono mai stato tentato di scendere in strada e gareggiare perché mi è sempre stato chiaro che il confronto sarebbe inevitabile, e ciò non mi piace proprio. Per questo motivo le gare in circuito mi hanno sempre attratto maggiormente. Ma chi lo sa, magari in futuro parteciperò a qualche rally, anche se adesso il mio interesse è tutto per la Formula Uno.
Ovviamente Carlos Junior ha ragione. E in effetti confrontare padre e figlio non ha molto senso, in fin dei conti hanno molte differenze ma altrettante similitudini. Junior condivide la stessa attenzione scrupolosa per il dettaglio del padre anche se, a differenza del padre, riesce a conservare una calma costante. Tuttavia, anche se Carlitos ha ereditato solo alcune delle qualità che caratterizzano il padre, di sicuro un giorno sarà Campione del Mondo. Forse addirittura per due volte.

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