Big in Japan

Big in Japan 01

I giorni d’oro (e quelli blu)

Il prossimo anno, accadrà qualcosa di notevole: il Rally Japan ritona nel calendario del World Rally Championship dopo un’assenza di 10 anni. I costruttori giapponesi hanno ovviamente fatto la storia dello sport grazie ad aziende come Subaru, Mitsubishi e Toyota, per citarne solo tre. Di quelle, solo Toyota corre ancora oggi nel World Rally Championship con la Yaris WRC – che ha anche partecipato a eventi nazionali one-off in Finlandia con pneumatici Pirelli.

Ma il brand giapponese più famoso di tutti è stato probabilmente Subaru, che si è fatta velocemente un nome come la ‘Ferrari del rally’ grazie ai suoi celebri colori blu e oro che trasformarono le loro macchine da mezzi di trasporto pratici per agricoltori a oggetti del desiderio culto. Tutti i campionati vinti da Subaru sono arrivati su pneumatici Pirelli, parte integrante della storia di successo del marchio.

L’ultimo titolo della Subaru nel 2003 arrivò con Petter Solberg. E’ incredibile che siano passati 16 anni dalla vittoria del norvegese: col volto fresco e pieno di entusiasmo giovanile. Adesso, a 44 anni (e ancora pieno di entusiasmo) è normale che Petter abbia scelto di chiudere la sua carriera nello stesso evento in cui vinse il campionato: il Wales Rally GB. Questa volta, al volante di una Volkswagen Polo R5, ovviamente su pneumatici Pirelli, assieme al suo co-pilota storico Phil Mills. Il norvegese ha vinto la categoria WRC2 nel suo ultimo rally – e al termine gli è stato consegnato un pneumatico P Zero Formula 1 in scala per celebrare l’occasione e quasi due decenni di successi conquistati insieme.

La nuova generazione

Mentre un capitolo si chiude, un altro si apre. Petter quest’anno faceva parte di un team di due macchine assieme al figlio 18enne Oliver, che solo un paio di settimane prima in Svezia aveva superato il suo driving test. Quindi, questo è stato il primo rally di Oliver e l’ultimo del padre. Per il più giovane dei Solberg, il Wales Rally GB è stata un’esperienza leggermente più impegnativa, dato che è stato ostacolato da problemi meccanici fin dall’inizio.

Ma Oliver aveva già fatto il suo debutto su una macchina del WRC, alla tenera età di 16 anni. Quell’esperienza avvenne al Motor Show di Bologna due anni fa su una Ford Fiesta WRC dotata di pneumatici Pirelli, in cui l’azienda italiana mise in luce il suo focus di far crescere giovani piloti al Memorial Bettega Rallysprint. E’ una filosofia che ha avuto molto successo nel corso degli anni, dato che l’attuale leader del campionato (e vincitore del Wales Rally GB) Ott Tanak su Toyota è un ex-Pirelli Star Driver. 

Quest’anno sembra che l’estone stia per conquistare il suo primo titolo, con una leadership convincente in classifica. E Oliver è molto chiaro sulle sue ambizioni in questa direzione: “Voglio diventare un pilota ufficiale e andare il più lontano possibile in questo sport. E’ il mio sogno da tutta la vita e sono stato molto fortunato ad avere il supporto di papa e di diversi grandi partner che mi hanno aiutato ad arrivare fin qui”.

Aspettatevi di vederlo impegnato a tempo pieno nel campionato WRC2 nel 2020, se tutto va bene, e da lì... chissà. A differenza degli Hill e dei Rosberg in Formula 1, non c’è mai stata una combinazione vincente padre-figlio nel World Rally Championship. Oliver ha questa grande occasione.

Big in Japan 02

Una nuovissima sfida

Ma che dire del Rally Japan? Il nuovo evento del WRC del prossimo anno chiuderà la stagione a novembre e si svolgerà a Nagoya, a 60 chilometri da Suzuka: la casa del GP del Giappone. I fans giapponesi di F1 sono noti per la loro passione e creatività e gli appassionati di rally non sono diversi. Molti di loro in passato mettevano parrucche bionde in segno di supporto per Solberg al volante della Subaru: il loro equivalente nel rally di Ayrton Senna nella cultura popolare nipponica. I fans giapponesi erano anche affascinati dai suoi occhi blu e dai capelli biondi, cose insolite nelle strade di Tokyo: uno dei motivi per cui in Formula 1 impazziscono per Kimi Raikkonen.

La recente reintroduzione in calendario del Rally Japan sottolinea il ritorno del Paese in prima linea nel motorsport globale, con Honda e Toyota al top della forma quest’anno. Insolitamente rispetto al passato, il Rally Japan 2020 si correrà su asfalto sulle strade di montagna strette e tortuose con grande probabilità di maltempo: pensate a quando il Rally di Sanremo si svolgeva in autunno e avrete un’idea di quello che ci aspetta. Con il WRC che torna in calendario, Toyota che ha vinto la gara di World Endurance al Fuji, e Suzuka prossimo evento in F1, sono davvero settimane fantastiche per il motorsport giapponese. 

Continua a leggere