Bienvenue
au Québec

A parte il mito di Gilles Villeneuve, del quale parliamo altrove, e a parte anche il titolo conquistato nel 1997 da suo figlio Jacques, la nazione in buona parte francofona amava i Gran Premi e la velocità fin della seconda metà degli anni ’60.

Il virus arrivò senza dubbio dagli Stati Uniti, dove i Gran Premi avevano attecchito fin dalla prima stagione iridata, con la mitica 500 Miglia di Indianapolis valida per il Mondiale F1® (oltre che per il campionato Cart o Indy, a seconda delle denominazioni succedutesi nei decenni) fino a tutto il 1960. Ma fu negli anni ’60, con il GP USA disputato sul circuito di Watkins Glen a nord di New York, che la massa sempre crescente di appassionati da oltre il confine canadese fece capire quanto anche il più vasto stato del Nord America avesse diritto a un GP suo.

Mosport fu la chiave d’entrata della F1® in Canada e fu una scelta quasi obbligata. Il circuito, situato in Ontario a nord della città di Bowmanville, esisteva già negli anni 50; ma il centenario dell’esistenza del Canada come stato indipendente motivò importanti lavori di adattamento del tracciato, che a fine 1967 ospitò il debutto della Formula 1® su quelle curve. Abbastanza breve e piuttosto veloce, Mosport non aveva troppe pretese di sicurezza e arrivò a ospitare otto edizioni del GP iridato. Le due più celebri ebbero valenza decisiva per la vittoria nel Mondiale: 1974, con la vittoria di Emerson Fittipaldi che due settimane dopo andò negli USA ad assicurarsi il titolo al termine di un lungo combattimento contro la Ferrari, prima con Lauda e quindi con Regazzoni in lizza per l’iride; e nel 1976, quando James Hunt in piena rimonta iridata sbancò Mosport per poi ripetersi al GP degli Stati Uniti e quindi centrare il titolo nell’epico scontro contro Lauda e la Ferrari (ancora loro) sotto il diluvio del Fuji in Giappone.  
La storia di Mosport in F1® si concluse nel 1977, al termine di un decennio di corse eroiche, spesso avversate dal maltempo. In questo decennio il GP Canada fece anche due diversioni a Mont Tremblant: circuito tutto salite e discese, perso nei boschi alle pendici della montagna che dava il nome alla pista. Due edizioni valide per il Mondiale, nel 1968 e nel ’70, videro il successo rispettivamente di Hulme su Mclaren e di Jacky Ickx su Ferrari. Furono queste il premio all’iniziativa dell’albergatore locale Leo Samson, un albergatore locale che impegnò una discreta fortuna personale per realizzare il circuito ma non seppe difenderlo dalle accuse di troppo scarsa sicurezza. Valutazioni che presto lo fecero uscire dal giro F1® e pochi anni dopo anche da quello delle corse internazionali.

E comunque fu proprio Mont Tremblant ad accendere gli appetiti automobilistici dello stato del Québec. Cancellata dalle mappe la pista in mezzo dai boschi a un centinaio di chilometri a nord di Montréal, i palazzi del potere capirono al volo la valenza internazionale della F1®. Erano in corso i lavori per ospitare i Giochi Olimpici estivi proprio a Montréal, nel 1976. Un Gran Premio vi avrebbe assicurato un seguito eccezionale.
Il debutto fu nell’ottobre del 1978, e le sue vicende sportive sono quelle già raccontate mille volte (anche in questi spazi) in parallelo con la prima vittoria di Gilles Villeneuve in F1®. Ma la storia sarebbe stata destinata a ripetersi molte volte: quello di domenica 12 giugno sarà il 37mo GP a corrersi sui veloci rettilinei sull’isola di Notre Dame, appena fuori dal centro cittadino. E le incognite saranno le stesse di sempre: tre rettifili da oltre 300 all’ora, grandi frenate e nessuna curva davvero veloce. Una, però, doppia e molto molto simbolica: la chicane prima dell’entrata dei box ha fatto più di uno scherzo anche a piloti molto affermati, finiti contro il muretto all’esterno che non a caso porta sul cemento il simbolo dello stato e la scritta Bienvenue au Québec. Ironia tutta canadese... 

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