Austria: da verde a Purple

Austria: da verde a purple

Oggi il ricordo di Jochen Rindt, velocissimo austriaco (ma tedesco di nascita) e campione del mondo 1970 con l’unico titolo assegnato postumo nella storia dei Gran Premi, si annusa all’ingresso del Red Bull Ring. Ma il tracciato è parecchio lontano dal mito di velocità del pilota scomparso a Monza, quando era leader di quel Mondiale ’70 che nessuno seppe più strappargli nonostante altre tre gare in calendario. Ora la pista austriaca misura poco più di 4,3 chilometri, contri i 5,9 del famoso e velocissimo progenitore.  Quattro chilometri ritmatissimi e in continuo saliscendi: dopo il rettilineo davanti ai box un tornantino inizia il giro che si inerpica su per la salita più ripida del campionato. E poi una serie continua di curve fino al traguardo, veloci a sufficienza per regalare medie sul giro di oltre 229 kmh, così come da position firmata un anno fa da Lewis Hamilton prima di vincere poi il Gran Premio. 

Sul Red Bull Ring, circuito di proprietà del patron delle celebri bibite gassate, si respira un’aria di modernità che quasi stona a confronto della tradizione che trasuda dai paesi e città circostanti. Siamo nel cuore della Stiria, il Land più verde dell'Austria. Pace e lentezza trasmessi dal verde che domina dappertutto, come ricordano i boschi che ricoprono gran parte del territorio. Vallate ampie, mucche al pascolo e un senso di bucolica serenità. Ma sul circuito la velocità e regina. E Pirelli, per addomesticarla e gestirla al meglio sulla varietà di condizioni tutte diverse che caratterizzano il giro di pista, porta anche quest’anno la combinazione più tenera di pneumatici della gamma P Zero F1. Pneumatici a mescola, quindi, nuovamente al lavoro. Ma se nel 2016 (prima stagione di presenza della gomma purple nel Mondiale) la tappa austriaca fu una delle poche a vedere impegnata la mescola ultrasoft, quast’anno siamo già alla quinta sua presenza in gara su nove gare in totale.

Il segno è chiaro. Con i pneumatici 2017, caratterizzati da una struttura completamente nuova per fare lavorare al meglio la maggiore larghezza (più 25%) richiesta dal regolamento attuale per fronteggiare il maggiore carico aerodinamico, si può andare con mescole più tenere rispetto allo scorso anno. La richiesta da parte del mondo F1, è bene ricordarlo, era per pneumatici più performanti in curva, per un amaggiore porestazione, per consentire al pilota di attaccare maggiormente. Con tanta più gomma a terra, e con mescole speso più morbide rispetto al 2016, il risultato può dirsi raggiunto. Lo dimostrano il gradimento dei piloti, le gare più combattute, i tempi quasi costantemente inferiori di oltre due secondi a confronto dello scorso anno; di quattro abbondanti rispetto al 2015 che presentava il riferimento per misurare questa evoluzione tecnica.  

Nessuna sorpresa, quindi, se anche nei giorni prossimi giorni i tempi in Austria precipiteranno così com’è avvenuto in tutti i circuiti di questa prima parte di campionato. E poca, pochissima sorpresa anche se da qui a fine stagione il colore purple dell’ultrasoft continuerà a colonizzare circuiti che fino al 2016 vedevano, come gomma più tenera impegnata, la rossa supersoft. A iniziare dal severo circuito di Spa-Francorchamps che a fine agosto ospiterà il GP Belgio con il tris di pneumatici più teneri della gamma P Zero F1: combinazione che quasi certamente risulterà la più usata sul totale del Mondiale in corso...

Austria da verde a purple, quindi. A meno che piova: e da quelle parti il fenomeno non è raro. Allora si passerà dal purple al verde delle gomme intermedie. In perfetta péndant con i prati della placida Stiria...

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