Anche prima di Montmelò
20 week-end di colpi di scena

Questi per i soli weekend di Gran Premio: se si contano i test, come quelli che il 17 e 18 maggio porteranno in pista la prima sessione di test in-season del 2016, gli appuntamenti da corsa in formato GP aumentano di numero in modo considerevole. Un amore di lungo corso, quello della Spagna per i Gran Premi. Un amore antico: fino a non molti anni fa, quando la Formula 1®  era ben meno sicura di oggi, il parallelo fra pilota e matador era abbastanza di senso. La fantasia e la passione si eccitavano in modo simile confrontando la vicinanza di entrambe le due figure con il rischio. E questa da molti anni prima che Barcellona e il circuito di Montmelò diventassero ‘la’ sede del GP iberico.

Infatti la storia dei Gran Premi in territorio spagnolo iniziò già nel 1951, seconda stagione iridata dei GP. Si narra che fu lo stesso Generalissimo Francisco Franco a volere le monoposto sul velocissimo circuito stradale di Pedralbes: più di sei chilometri quasi tutti in rettilineo all’interno dell’omonimo quartiere di Barcellona, casa -allora come oggi- dell’alta borghesia catalana. Fu lo sventurato incidente di Le Mans nel 1955 a decretare, per paura, la fine di Pedralbes in ottica F1®. Ma la Spagna amava le corse almeno quanto le ama oggi e tutto, dopo una pausa di 13 stagioni senza motori, si spostò verso Madrid, sul più moderno e sicuro circuito di Jarama. Sono nove i Gran Premi corsi a Jarama, e di questi almeno due risultano ancora oggi indimenticabili per la memoria collegata in quale modo al Cavallino Rampante. Del 1974 è infatti la prima vittoria di Niki Lauda con la Ferrari e della sua intera carriera che lo porterà, 10 anni più tardi, a diventare un triplo campione del mondo. Del 1981 è l’ultima vittoria della troppo  breve carriera di Gilles Villeneuve. Quell’anno il campione canadese guidava la prima Ferrari spinta da motore turbo. Potentissimo e mostruosamente brusco nell’erogazione, il 6 cilindri di Maranello costringeva Gilles a giocarsi tutto sfogando i cavalli nei rettilinei, al termine dei quali  doveva difendersi dall’attacco di una sfilza di pilota incolonnati alle sue spalle, agevolati dal loro meno potente ma più modulabile propulsore aspirato. Finì come tutti ricordano: Villeneuve vincitore incredulo al termine di un Gran Premio via via trasformatosi in una marcia in colonna, come in autostrada. E come detto fu la sua ultima volta, prima di trovare la morte in Belgio l’anno successivo. 

Del Montjuich, altro circuito stradale realizzato sulla collinetta prospiciente il porto di Barcellona, non c’è moltissimo da ricordare. Eccetto forse l’edizione 1975, che rischiò di saltare per i piloti in sciopero, il sabato, a causa dei guard-rail montati grossolanamente e rettificati nel corso della notte. La gara si corse regolarmente e si concluse dopo soli 29 giri, a seguito della tragica uscita di pista della Embassy Lola di Rolf Stommelen, il cui alettone posteriore finì in tribuna come un proiettile impazzito, causando la morte di cinque spettatori e l’automatica conclusione dell’era Montjuich in Formula 1®.

L’ultimo circuito spagnolo da GP ad avere preceduto l’era Montmelò è quindi quello di Jerez de la Frontera, teatro di cinque edizioni del GP Spagna. L’ultima, nel 1990, segnò la vittoria di Alain Prost e il rilancio delle speranze sue e della Ferrari per un titolo finito poi, tre domeniche dopo, nelle mani di Ayrton Senna e della sua McLaren. Seguiranno altri GP in terra andalusa, sempre a Jerez, ma con validità di GP Europa.

Continua a leggere