Affamato come un Wolf

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Origini umili
Per essere un ambiente d’avanguardia, la storia della Formula 1® è stranamente spesso circolare. Il Canada è noto per aver prodotto alcune delle gare più memorabili e persino i piloti più memorabili, ma il suo contributo al motorsport è spesso trascurato.
Un team canadese in particolare, anche se per tre sole stagioni, ha impiegato tre campioni del mondo e un team manager che in seguito sarebbe stato la mente di sette titoli piloti e nove costruttori sotto diverse vesti. 
Quel team era la Walter Wolf Racing. E se la Wolf non fosse diventata azionista della Williams nel 1976, quando il team era in serie difficoltà finanziarie (dal Gran Premio di Spagna 1976 le macchine si chiamarono ‘Wolf-Williams’) sarebbe stato estremamente difficile per la squadra di Sir Frank sopravvivere e diventare la leggenda che è oggi. 
Walter Wolf, oggi 77 anni, è naturalizzato canadese ma è nato in Austria proprio quando scoppiava la seconda Guerra mondiale. La sua famiglia dovette scappare in Slovenia e lui arrivò in Canada senza un centesimo nel 1957, a cercare fortuna, ma prima fece un salto in Italia per guardare il Gran Premio, a Monza. Fu un momento che cambiò la sua vita. 
Wolf ebbe il suo primo momento importante lavorando per un’azienda che installava equipaggiamenti marini. Per i successivi 20 anni, fece tutta la gavetta, fino al vertice dell’azienda, quando il boom del petrolio portò a un contratto per le piattaforme petrolifere. Dal niente si ritrovò pieno di soldi e decise di far rivivere la sua passione per le macchine e le corse. 

Affamato come un Wolf 02

Wolf e Williams
Fu quando Wolf stava acquistando una Lamborghini special edition che incontrò Gian Paolo Dallara, che gli chiese se conoscesse Frank Williams. Dallara spiegò che il team aveva problemi e lui avrebbe potuto supportarlo. Wolf finì per acquistare i motori di Frank per lui, prima di diventare azionista del team. Ma le macchine che si assicurarono per quella celebre stagione 1976 avevano i telai Hesketh 308 dell’anno prima, drammaticamente non competitivi: il miglior risultato dell’intera stagione fu un settimo posto nel controverso Gran Premio di Gran Bretagna con Harald Ertl.
Di conseguenza, per il 1977 Wolf e Williams decisero amichevolmente di prendere ognuno la propria strada (e non è la prima volta che quei nomi si divisero, perché più di 25 anni dopo anche Toto Wolff lasciò la Williams per andare in Mercedes… ma questa è un’altra storia).
La squadra di Sir Frank tornò a essere solo la Williams, mentre Wolf mise insieme un dream team gestito da Peter Warr, usando una nuova monoposto progettata da Harvey Postlethwaite chiamata Wolf WR1. Non aveva sponsor, ma sulla livrea portava con orgoglio la foglia d’acero canadese. E uno dei meccanici del team era un certo Ross Brawn. I soldi non erano un problema, quindi come pilota si assicurarono Jody Scheckter. 
La Wolf WR1 vinse la sua primissima gara, in Argentina: con un margine pazzesco di 43 secondi. L’affidabilità a volte era un problema ma, in ogni gara che portava a termine, Scheckter era sul podio, inclusa un’altra vittoria nella gara di casa del team in Canada: esattamente 40 anni fa. In una delle stagioni del debutto più incredibili mai viste in Formula 1®, Scheckter arrivò secondo nel campionato 1977.

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O Canada
Forse avrebbe dovuto essere l’inizio di un ciclo di successi pazzeschi. Ma per varie ragioni, così non fu. Scheckter arrivò settimo nel campionato 1978 con la nuova macchina effetto-suolo, poi andò in Ferrari – dove un anno dopo avrebbe vinto il titolo. Allora, la Wolf era l’unico team in F1® a parte la Ferrari ad aver mai provato a Fiorano: ma l’invito senza precedenti del Commendatore fu solo perché aveva messo gli occhi su Scheckter.
Per sostituirlo, Wolf prese James Hunt. Ma la stagione 1979 fu così scioccante che Hunt si ritirò a metà anno, rapidamente sostituito da Keke Rosberg – che non riuscì nemmeno a qualificarsi nel Gran Premio del Canada. Fu probabilmente allora che Walter Wolf decise che era abbastanza e vendette il team a Emerson Fittipaldi.
Ma la storia del Canada in Formula 1® continua. Ci furono le superstar Villeneuve e adesso c’è ovviamente Lance Stroll, che dimostra perfettamente la circolarità della storia della Formula 1® avendo debuttato con la Williams: il team che fece entrare Walter Wolf in Formula 1®
Per prepararsi al suo debutto in questa stagione, Stroll ha provato una Williams F1® in vecchia specifica su diversi circuiti in tutto il mondo, in un programma che molti hanno detto di non aver mai visto prima. Sbagliando, perché la Williams aveva fatto qualcosa di simile per preparare un altro canadese, Jacques Villeneuve, per la Formula 1® dalla Indycar. E poi Villeneuve andò a vincere il titolo piloti di F1® 1997 esattamente 20 anni dopo che il debutto del primo team canadese di Formula 1® grazie a Walter Wolf. Non sono solo i pneumatici di F1® a essere circolari. 

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