Acerbis UK Round –
Donington Park
dal punto di vista degli pneumatici

Per la sesta edizione consecutiva Donington ospita il Campionato Mondiale MOTUL FIM Superbike: anche quest’anno l’appuntamento è fissato per il mese di maggio, precisamente dal 27 al 29. Si tratta di una tappa importante per il 2016, in quanto sul tracciato britannico si apre di fatto la seconda parte della stagione.

Quello di Donington è stato il primo circuito permanente del Regno Unito: dopo la prima gara, avvenuta nel 1931 lungo le strette vie del Donington Hall Estate, la realizzazione di un tracciato chiuso al traffico veicolare era stata fortemente appoggiata proprio da un motociclista del Derbyshire, Fred Craner.

Grazie all’intervento di Craner due anni dopo, nel 1933, apre Donington Park: riconvertito durante la Seconda Guerra Mondiale, rimane di proprietà del Ministero della Difesa fino al 1955, che lo utilizza come deposito per i veicoli militari. Donington è una struttura fatiscente e abbandonata quando nel 1971 viene acquistata da un imprenditore locale appassionato di motori: Tom Wheatcroft. Da quel momento il nome del tracciato si lega a quello del proprietario: ha inizio la prima rinascita di Donington, ricostruita interamente ed ampliata in soli sei anni.

All’interno della struttura viene anche realizzato uno spazio adibito ad ospitare la vasta collezione di veicoli di proprietà di Wheatcroft: ad oggi questa collezione, la più estesa al mondo, porta il nome di Donington Grand Prix Collection. 

In pochi anni si realizza un vero e proprio miracolo: da luogo abbandonato Donington diventa il circuito preferito per le gare motociclistiche, un polo di attrazione per concerti, eventi e... matrimoni. Nel frattempo cambia anche proprietà, passando dal controllo diretto della famiglia Wheatcroft ad una compagnia esterna: nel 2009, però, tale compagnia finisce sotto inchiesta per mancati adempimenti contrattuali. Inizia un periodo di forte crisi ed incertezza, risolta con il ritorno all’egida dei Wheatcroft nello stesso anno. 

La seconda rinascita di Donington porta con sé estesi lavori di ammodernamento e ristrutturazione che vengono eseguiti a cavallo tra 2009 e 2010 per poter rispettare le necessarie disposizioni e consentire al tracciato il ritorno agli eventi internazionali. Donington Park ottiene nuovamente l’idoneità per ospitare eventi di interesse internazionale grazie al secondo provvidenziale intervento della famiglia Wheatcroft e, dal 2011 ad oggi, si trasforma in un punto di riferimento per il calendario del Mondiale ed un appuntamento irrinunciabile per le migliaia di tifosi che accorrono sugli spalti del circuito.

Nella configurazione attuale Donington Park si presenta come un tracciato lungo 4023 metri con 12 curve, di cui 7 a destra e 5 a sinistra. Il raggio delle curve varia da un minimo di 24 metri ad un massimo di 333 metri; il senso di percorrenza è orario e il pilota in pole position parte sulla sinistra. La pendenza massima è dell’8% metre il rettilineo d’arrivo misura 550 metri.

Come da migliore tradizione britannica, l’incognita più grande per il weekend di gare rimane quella del meteo: il mese di maggio può presentare giornate primaverili con temperature gradevoli alternate a pioggia e freddo. Nel primo caso si potranno utilizzare soluzioni con mescola morbida mentre in caso di condizioni sfavorevoli è consigliabile l’utilizzo di gomme con mescola più protetta per prevenire il cold tearing. 

Il circuito di Donington Park offre un tracciato di tipo misto, abbastanza veloce e con molti saliscendi: sono presenti alcune curve veloci, come la Melburne Hairpin, che obbligano a frenate ed accelerazioni brusche e mettono a dura prova la resistenza di piloti e pneumatici. A proposito di velocità: sul rettilineo in uscita dalla curva 8, la Coppice, si raggiunge la più alta accellerazione in uscita di curva. Un tratto molto interessante è quello delle due curve medie che spezzano il rettilineo opposto a quello di arrivo: Old Hairpin e McLeans Corner sono secche e veloci nel contempo. Qui la velocità non scende mai sotto i 100 km/h: i piloti che aumentano la velocità minima alla corda e percorrono alla perfezione queste due curve possono guadagnare decimi utili da sfruttare successivamente.

Le velocità medie a Donington Park non sono particolarmente elevate rispetto ad altri tracciati nel calendario: la media è attorno ai 160 km/h, mentre la velocità massima supera di poco i 270 km/h. Date le condizioni meteorologiche variabili del Regno Unito, gli pneumatici si trovano a lavorare con temperature superficiali basse: è fondamentale quindi che garantiscano una certa flessibilità per poter raggiungere i 55° di piega e le solite accelerazioni laterali nonostante la temperatura non elevata.

Gli pneumatici anteriori hanno il compito di dare grande stabilità all’avantreno e sono particolarmente sollecitati nella prima parte del tracciato, nella quale è indispensabile mantenere la propria conformazione nella percorrenza delle curve in discesa. Diversa è invece la situazione degli pneumatici posteriori, interessati dalle accellerazioni brusche e violente tipiche di Donington Park, come quella in uscita dalla curva Coppice. Con le basse temperature la mescola battistrada potrebbe subire in fase di apertura gas lacerazioni e strappi superficiali, soprattutto nel caso in cui lo pneumatico non riesca a raggiungere le corrette temperature di esercizio.

Nel 2015 la Superbike ha regalato sia in gara-1 che in gara-2 due podi-fotocopia dominati dalla Union Flag, con le vittorie di Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) davanti a Jonathan Rea e Chaz Davies. In Supersport il turco Kenan Sofuoglu (Kawasaki Puccetti Racing) consolida il primato in classifica generale con la vittoria sul diretto inseguitore, il transalpino Jules Cluzel (MV Agusta Reparto Corse) al termine di 20 giri entusiasmanti. Terza la wild card locale Kyle Ryde (Pacedayz European Trackdays).

La Superstock 1000 FIM Cup parla italiano, con l’Aprilia RSV4 RF di Lorenzo Savadori (Nuova M2 Racing) taglia il traguardo in prima posizione davanti a Roberto Tamburini (Team MotoxRacing) e Raffaele De Rosa (Althea Racing).

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