24 ore di Spa: tenetevi pronti per lo spettacolo più straordinario del mondo

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Un salto nel buio 

Il circuito di Spa-Francorchamps si trova nel bel mezzo delle Ardenne e nel migliore dei casi rappresenta sempre una sfida feroce. Nel corso della grande storia della 24 ore di Spa, raramente è stato possibile prevedere l'esito delle gare disputate in questo percorso iconico, tecnico e indubbiamente veloce che si estende in territorio belga.

Se da un lato le gare disputate nelle 24 ore non sono un evento eccezionale, dall'altro la 24 ore di Spa vanta caratteristiche straordinarie. La gara non è mai semplice, come del resto non è semplice la natura del circuito: le pendenze, i micro-climi a dir poco capricciosi, le curve epiche di Eau Rouge, Blanchimont e Pouhon rendono queste gare le più difficoltose e variabili in assoluto.

L'incidente è sempre dietro l'angolo, vuoi per la vicinanza alle barriere o per l'incessante alternanza di curve, ora dopo ora. Non è propriamente come la 24 ore di Le Mans, dove la distanza tra il primo e il secondo posto può essere addirittura di due giri. Al contrario, la vittoria può essere decisa da pochi secondi. La safety car non è comune, ma è comunque prevista. È risaputo che l'intensità di fine gara può ribaltare il risultato fino al momento in cui non appare la bandiera a scacchi, così come il meteo: dopo tutto siamo nel circuito di Spa. E qui sono proprio le condizioni meteorologiche a decidere, apparentemente a caso, chi arriva al traguardo.

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La sfida più grande

Chiedete a qualsiasi pilota o team quale sia l'aspetto più impegnativo della 24 ore di Spa e la risposta sarà di sicuro che raggiungere il traguardo senza problemi è già un gran sollievo.

Teoricamente i piloti hanno la possibilità di dormire un po' nei motorhome vicini al paddock durante la gara poiché ogni vettura conta tre o quattro piloti che guidano in turni di un paio di ore o più.

Nella realtà il sonno è raro. Ciò è in parte dovuto al rumore costante attorno al paddock (molti piloti scelgono di dormire con le cuffiette sintonizzate sulla radio del team per seguire ciò che accade alla vettura durante le solitarie ore notturne), ma la causa principale è l'enorme carica adrenalinica originata dalla guida pressoché ininterrotta lungo questo circuito di sette chilometri, che è famoso per essere uno dei migliori circuiti del mondo.

La fama è anche dovuta alle leggendarie curve, come ad esempio Eau Rouge: una sinuosa svolta subito dopo la linea di partenza e traguardo dove i piloti si sentono schiacciati sul terreno mentre scattano, quasi volando lungo il crinale, a pochi millisecondi di distanza. Più di 500 volte in 24 ore.

I piloti più coraggiosi affrontano l'Eau Rouge con l'acceleratore spinto al massimo: il trionfo della forza di volontà sul buonsenso, che sfida la gravità. La gara è strepitosa durante la notte, quando le scintille create dalle vetture si frantumano sull'asfalto, i fanali creano uno stretto tunnel attraverso la campagna belga nera come la pece, spesso striata dalla pioggia.

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La storia riscritta

La 24 ore di Spa ha quasi la stessa età di quella di Le Mans, essendo iniziata l'anno successivo, nel 1924, quando i belgi decisero avrebbero potuto fare qualsiasi cosa avessero fatto i francesi, ma in modo migliore. Il circuito originale era ancora più tremendo rispetto alla versione attuale: era un circuito di 15 chilometri, dalla forma leggermente triangolare, che sfruttava le normali strade tra Stavelot, Malmedy e Spa, prima di essere gradualmente modificato per arrivare alla sua attuale forma nel 1979.

Nella sua versione precedente, Spa era il circuito più veloce d'Europa, e il leggendario campione Jackie Stewart dichiarò che la vecchia Masta Kink (che fa ora parte della strada pubblica) “era la curva più pericolosa del mondo”. La sua opinione fu probabilmente influenzata dal grave incidente che gli capitò nel 1966, quando si ritrovò capovolto, cosparso di benzina, in un fosso nei pressi di una fattoria.

Questa è l'eredità condivisa dalla 24 ore di Spa. Si tratta di una gara ancora regolamentata dalla tradizione, con l'eccezionale sfilata del mercoledì notte, quando tutte le vetture in gara, in uno spettacolo entusiasmante, sono condotte sulla strada pubblica lungo il centro di Spa. Come suggerito dal nome, Spa è una delle più antiche città termali del mondo, nonché la città con il più vecchio casinò d'Europa, la cui realizzazione iniziò nel 1763.

È la metafora della gara stessa, dove ogni angolo e ogni sfida sono come un lancio di dadi. Con la differenza che qui il vincitore è sempre e solo uno.

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